Due piccoli imprenditori controllano l'andamento del conto bancario al computer

Ecco perché il factoring è più efficace del debito bancario nel rifornire le pmi di liquidità

di Laura Magna

Luca Tenca, responsabile commerciale di GC Factoring, agenzia di Grenke Bank per il factoring in Italia, ci spiega i vantaggi dell’anticipo fatture e la peculiarità dell’offerta tedesca per le nostre pmi, a metà tra FinTech e operatori tradizionali. All’insegna di rapidità, semplicità e personalizzazione estreme (con il cliente al centro)

Le aziende italiane ferite dal Covid 19 sono tutte a caccia di liquidità. Ma c’è un modo per ottenerla senza influire sul debito: ed è il factoring.

Se il credito bancario è ancora la fonte di finanziamento predominante per le pmi del nostro Paese (con un peso superiore all’85%, secondo Crif), il factoring uno strumento che consente di rimpinguare la cassa in maniera più efficace, soprattutto in un momento in cui è necessario compensare una perdita di fatturato.

Ne abbiamo parlato con Luca Tenca, responsabile commerciale di GC Factoring, agenzia di Grenke Bank per il factoring in Italia, che da due anni opera nel nostro Paese e completa la gamma di offerta per le imprese, affiancandosi al leasing operativo. Entrambe soluzioni, una finanziaria, l’altra commerciale, che hanno l’obiettivo di essere al servizio del cliente, che resta al centro delle relazioni.

“Abbiamo dapprima affiancato l’attività di factoring al leasing strumentale in Germania: oggi siamo presenti in otto Paesi oltre all’Italia e abbiamo sviluppato un modello di factoring unico, caratterizzato da semplicità, velocità e personalizzazione del servizio, senza limiti di importo dei crediti ceduti e di volumi per accedere al servizio”,

dice Tenca a MY BUSINESS LAB.

Luca Tenca Grenke
Luca Tenca, GC Factoring

Ci sono una serie di vantaggi a fare ricorso al factoring anziché al debito e in questo momento storico in particolare questi vantaggi sono più evidenti.

“Il factoring riceve una spinta positiva nei momenti di recessione economica, perché è una soluzione di approvvigionamento della liquidità che non comporta indebitamento.

Fare ricorso ad altre forme di finanziamento bancario produce un aumento dell’indebitamento e di conseguenza può innalzare il rischio di default, mentre il factoring genera leve finanziarie che riducono il debito agendo sullo smobilizzo del credito commerciale.

Il flusso di cassa creato consente di pagare i fornitori e le diverse esposizioni debitorie dell’azienda”,

spiega Tenca.

Il mercato potenziale del Supply Chain Finance in Italia è enorme (terzo in Europa dopo Francia e Germania), pari a 483 miliardi di euro di crediti commerciali, di cui solo il 31% già servito da soluzioni che consentono alle imprese di finanziare il capitale circolante facendo leva sul ruolo e le relazioni della filiera, per un valore di 150 miliardi di euro (dati Polimi).

Perché?

“Una causa è sicuramente l’abitudine di molti grandi debitori di inserire nei contratti clausole di divieto di cessione, e tempi di pagamento particolarmente lunghi, utilizzando i propri fornitori per finanziarsi a tassi più convenienti rispetto al canale bancario. Ovviamente questo meccanismo rischia di generare un effetto domino che frena la crescita dei fornitori più piccoli.

Assifact (Associazione Italiana per il factoring) e le società Fintech che si occupano di cessione di credito stanno promuovendo una campagna per eliminare dai contratti il vincolo di divieto di cessione per rendere lo smobilizzo dei crediti fruibile a tutti.

Nel Regno Unito, ad esempio, ci sono già stati interventi legislativi in questo senso. Qualcosa forse si muove anche da noi: con la pandemia abbiamo visto molti grandi debitori rendersi maggiormente disponibili per salvaguardare tutta la filiera e non solo i clienti più importanti”.

Se questi sono i benefici generali che lo strumento factoring offre a imprese ed economia, il prodotto di Grenke offre ulteriori vantaggi che sul mercato italiano è difficile trovare altrove.

“La prima caratteristica del nostro servizio è la rapidità con cui conduciamo l’istruttoria, con processi snelli che hanno una durata media di 4 giorni dalla consegna della documentazione all’erogazione della liquidità.

Sviluppiamo dinamiche che ci consentono di essere veloci nel capire la pre-fattibilità, e ci basiamo per la valutazione vera e propria sull’analisi puntuale dell’operazione senza affidarci totalmente ad algoritmi o automatismi”,

dice Tenca.

Un’analisi che è fondamentale per offrire il livello di personalizzazione che rappresenta il tratto distintivo di GRENKE.

“Il concetto di personalizzazione del servizio è la mission del gruppo Grenke – prosegue Tenca – interagire con gli imprenditori per comprenderne le esigenze e conoscere le dinamiche delle diverse realtà aziendali sono le basi sulle quali costruiamo i rapporti con i nostri clienti.

In un periodo in cui l’incontro fisico è diventato difficile, abbiamo utilizzato sistemi di video conferenza per interagire con potenziali clienti, attivare nuove relazioni sfruttando gli strumenti digitali anche per assicurare il rispetto delle normative.

L’obiettivo è fornire un servizio ottimale, adeguando le modalità operative a seconda del cliente e dei debitori che abbiamo di fronte.

Non tutti i debitori ad esempio, sono disponibili ad un processo formale di riconoscimento del singolo credito, tanto per riportarci a una dinamica comune a molti operatori.

Nelle attività amministrative a servizio dei cedenti, la flessibilità riguarda la non standardizzazione dei processi di gestione ed incasso dei crediti, fino alla garanzia del credito stesso con la formula pro-soluto (che trasferisce il rischio al soggetto finanziatore liberando il cedente), per coprire l’eventuale mancato incasso da parte del cliente.

L’operazione viene sempre costruita ad hoc, per esempio, strutturiamo anche operazioni di cessione di singolo credito, non limitandoci alla tradizionale cessione in massa dei crediti”.

Un altro punto che differenzia il factoring Grenke è che non esistono limiti di plafond, né minimi né massimi, per cui vengono anticipate fatture da poche centinaia di euro.

Il nostro target cliente è la PMI, senza preclusione alle società di persone o ditte individuali, senza limiti di fatturato per accedere al servizio. Operiamo nel segmento Small Ticket, gestendo la cessione anche di fatture di piccolo importo.

Le nostre operazioni si basano su due concetti: supportiamo clienti con un’elevata concentrazione di rischio su pochi debitori importanti, che non riescono ad essere gestiti attraverso i più comuni prodotti bancari (fidi di conto o anticipi fatture) consentendo un’anticipazione del credito che altrimenti non sarebbe possibile. D’altra parte, nell’ottica di diversificazione del rischio, gestiamo clienti con un portafoglio molto frazionato ed una numerica elevata di debitori”.

Insomma, quello che fa il factoring di Grenke si pone a metà tra FinTech – in alcuni paesi europei opera anche attraverso una piattaforma propria di cessione dei crediti online - e factoring tradizionale, prendendo dell’uno e dell’altro mercato le parti più efficienti e coprendo a 360 grandi la platea delle aziende italiane.

E le aziende italiane sono mature per considerare questa opportunità di finanziamento?

“La penetrazione del factoring verso la pmi sta crescendo – risponde Tenca - esaurito il mercato delle grandi realtà anche i Factor tradizionali si stanno dedicando sempre di più a questo segmento di aziende.

Siamo tuttora in un processo di educazione finanziaria, perché il factoring è un servizio ancora poco conosciuto, da un lato dobbiamo ancora spiegare cosa facciamo, d’altro sempre più clienti ci contattano per sondare l’opportunità che in questo momento di crisi, diventa ancora più interessante.

C’è molto da fare, ma il trend è crescente e il factoring è un mercato importante, basti pensare che l’erogato 2019 vale il 14% del Pil italiano”.

Nell’era Covid, il factoring procura liquidità immediata alle aziende smobilizzando il capitale circolante, consente di gestire crediti e incassi in un momento in cui non necessariamente tutti hanno la capacità di pagare a scadenza.

“E con la formula pro-solvendo (con cui il rischio resta in capo al cedente e non viene trasferito alla banca, ndr) è possibile l’ammissione alle garanzie del Fondo centrale per le PMI, previste dal Decreto Liquidità”.

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