Christine Lagarde

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Christine Lagarde | Chi è la signora che ha in mano le sorti economiche dell’Europa

di Laura Magna

Le donne sono come bustine di tè, non sai quanto sono forti finché non le metti nell’acqua bollente e possono avere tutto, ma non tutto insieme.

Occorre tenere conto della vita personale all’interno del proprio percorso, e costruire una strategia adeguata.

Se la banca Lehman Brothers si fosse chiamata Lehman Sisters la crisi del 2008 si sarebbe potuta evitare.

Frasi che sono la summa del carattere di Christine Lagarde, presidente della Bce dal primo novembre 2019.

Christine Lagarde nuovo presidente Bce
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“La persona al giusto al posto giusto, che non ha bisogno di consigli e sa esattamente cosa fare. Perciò dovremmo accoglierla calorosamente”, come ha detto Mario Draghi rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso della sua conferenza stampa di commiato . Un passaggio di testimone che suona come una benedizione, e che arrivi dal salvatore dell’euro, “whatever it takes” (a qualunque costo), una vera super star in cima all’Eurotower, è significativo.

Perché sgombra il campo rispetto alle polemiche che puntavano il dito sul fatto che Lagarde non sia un’economista e perché in effetti la nostra ha un compito arduo. Deve competere con il carisma di Super Mario, e inoltre il suo predecessore ha tagliato le gambe a qualsiasi nuova iniziativa di stimolo monetario. Lagarde entra in scena con i tassi di deposito (i tassi a cui la Bce presta denaro alle banche) a -0,5% e nel mese in cui viene inaugurato un nuovo programma di acquisti di titoli da 20 miliardi di euro al mese. Le cartucce Super Mario le ha sparate tutte, tanto che il suo congedo si è concluso passando di fatto la palla ai governi a cui, per risollevare l’economia, non resta che la politica fiscale, che passa dal taglio delle tasse o dall’aumento della spesa fiscale.

Dalla sua Lagarde ha il vantaggio di non essere una che le sfide le tema, al contrario. Christine Madeleine Odette Lallouette (Lagarde è il cognome del primo marito) è nata a Parigi a Capodanno del ’56, prima di quattro fratelli, tutti maschi, da genitori entrambi accademici: studentessa modello, campionessa a livello nazionale di nuoto sincronizzato, poi avvocato di affari, e politica. Con un curriculum spaventoso di prime volte: prima donna a guidare uno dei più grandi studi legali al mondo (Baker&McKenzie, a Chicago); prima donna al ministero delle Finanze (della Francia e di un Paese del G8); prima donna nominata direttore generale del Fondo monetario internazionale e oggi, a 63 anni, prima donna alla guida della Bce.

Fuori dagli schemi: è l’unica francese della classe dirigente a non aver frequentato l’Ena, École nationale d’administration. Il motivo? Lo ha dichiarato lei stessa: è stata bocciata due volte ai test di ingresso. E allora, per rivalsa, ha scelto gli Usa: suo papà, morto quando era ancora una ragazzina, insegnava inglese all’Università e lei l’inglese lo parlava malissimo. Da questo nasce il trasferimento a Bethesda nel Maryland, un anno ricco di esperienza, per poi tornare a casa e laurearsi in giurisprudenza all’Università di Paris-Nanterre.

Lagarde Obama
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Un percorso che a ben vedere è stato il viatico della sua libertà: e non è un caso che la sua cifra sia sempre stata la schiettezza. Una dote che le è costata qualche imbarazzo ma che le ha consentito, per esempio, di dire a muso duro (solo qualche mese fa) come la corsa dell’economia Usa abbia in realtà creato un enorme squilibrio sociale, facendo aumentare i poveri e la mortalità e sottolineando che il Paese ha un debito pubblico insostenibile. Tutto scritto nell’ultimo Article IV dedicato agli Usa, la serie di rapporti annuali che il Fmi elabora sulle economie dei sui membri e consegna ai rispettivi governi come linee di indirizzo. D’altronde Mrs Lagarde è stata la prima persona a capo dell’FMI a mettere in discussione le sue scelte: ammettendo nell’ormai lontano 2013 che il piano di austerity imposto alla Grecia insieme a Commissione Ue e Bce (la Troika) per consentire al Paese di restare nei parametri dell’euro, avesse avuto effetti tragici che erano stati sottovalutati. Un mea culpa senza precedenti.

Una lady di ferro, se è vero che a Bercy, al ministero dell’economia francese, ancora si racconta che avesse cambiato i ritmi di lavoro impostandoli alle regole auree di puntualità ed efficienza (e anche la moquette, diventata leopardata). Nel 2018, Forbes la collocava al terzo posto nella classifica delle donne più influenti del mondo (dopo Angela Merkel e Theresa May, rispettivamente premier tedesca e britannica). Ma la sua scalata non è finita. Anche perché, non avrà il carisma del suo predecessore, ma riesce a infondere umanità, secondo le testimonianze di chi ha avuto la fortuna di lavorare con lei.

Una donna che è assurta a modello per molte donne, anche per la sua normalità. Perché inizia un’intervista (qui) raccontando di essere sui carboni ardenti per l’attesa nascita di un nipotino, perché racconta che “quand’ero avvocato, anche associato, i clienti giapponesi erano convinti che fossi lì solo per servire il caffè” e che è stata scavalcata da “uomini meno qualificati di me, ma sono durati poco”. E che, come ogni donna comune, quando è diventata mamma, per aver rallentano e non aver portato abbastanza clienti si è sentita dire: “quest’anno non potrai essere socia, devi aspettare”. E da un professore che i i risultati mediocri del figlio a scuola, fossero “del resto comprensibili, visto che lei lavora”.

Due mariti: l’analista finanziario Wilfried Lagarde, dal 1982 al 1992, da cui ha avuto i figli Pierre-Henri, che ha 31 anni e si occupa di ristorazione e il 31enne Thomas, architetto. Nel 2006 il suo compagno è Xavier Giocanti, uomo d’affari marsigliese che conosceva da anni ma con cui è scattato un colpo di fulmine nel 2005 dopo essersi re-incontrati. “Oggi lui mi considera sublime”, ebbe modo di dichiarare la signora della Bce, confermando di non aver remore nel dire le cose come stanno, anche se attengono a una sfera privata. E con lo stesso animo ha spiegato che sfrutta ogni occasione per tenersi in forma (e ora può farlo perché i figli sono cresciuti): nuota, fa gli addominali e usa la macchina per le braccia, per non incappare nell’effetto “tendina”, addirittura esercita i glutei contraendoli mentre è in ascensore o durante riunioni lunghe e noiose (ah, la schiettezza!). Ha smesso di fumare, non mangia carne e non beve (ma ha imparato benissimo a fingere di degustare durante le cene ufficiali). E si sente sul tetto del mondo quando tra le cinque e le sei del mattino cincischia con la sua tazza di te, prima di iniziare a lavorare. Una di noi, Super Christine, nelle tue mani ora il futuro dell’Europa.

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