Michelle Obama, autrice del best seller Becoming

@Gage Skidmore

Michelle Obama, la First Lady che ha cambiato l’America torna in scena per ispirare tutto il mondo

di Laura Magna

In soli due mesi è diventato il libro più venduto del 2018 (3,5 milioni di copie). Il titolo è “Becoming” ed è molto più che un caso editoriale. Perché a scriverlo è Michelle Obama, la First Lady che ha cambiato il corso della storia americana, come due anni fa titolò il NY Times per salutarla. Misurata, ironica, intelligente, empatica: ha sempre mostrato se stessa senza maschere nello stesso modo gentile e caloroso che oggi riempie gli stadi di fan.

Michelle, sempre per citare il NY Times, ha reso persino suo marito, il primo Presidente nero – come se questo non fosse già abbastanza simbolico - “più umano ed efficiente nel suo ruolo, facendogli da interprete e difensore, ma anche da critico”, senza mai oscurarlo, anzi, illuminandolo con la sua luce.

La più popolare d’America

Secondo i sondaggi, potrebbe battere a Trump a mani basse se si candidasse alle elezioni del 2020, e non a caso è la donna più amata d’America, ma Michelle in più occasioni ha argomentato con la schiettezza che la contraddice perché non ha nessuna intenzione di farlo. E la ragione è, in estrema sintesi, che non vuole coinvolgere di nuovo la famiglia in un’impresa come quella che ha già vissuto, fatta di 8 anni intensi, ma complessi. Una decisione che è in tutto coerente con il personaggio.

Michelle Obama. la donna più popolare d'America
@Wikipedia

Professione: hugger-in-chief

Anche senza leggere l’autobiografia, nella sua presentazione su Twitter c’è già tutto di lei:

Girl from the South Side and Former First Lady. Wife, mother, dog lover. Always hugger-in-chief.

"La ragazza nera del sobborgo di Chicago. Moglie, madre e soprattutto “abbracciatrice capo”. , il fotografo ufficiale della Casa Bianca nel 2015 riguardando le foto che le aveva scattato dal suo Giorno 1 alla Casa Bianca aveva notato che “un bambino, un membro della famiglia in pericolo, un turista sorpreso o una persona famosa, la First Lady lo saluta con un abbraccio”.

Da sempre è il mio primo istinto quando incontro qualcuno: penso che metta le persone a proprio agio e che dimostri loro che anche se ho un titolo appariscente, sono semplicemente Michelle

aveva commentato lei. Ed è così, abbracciando tutta l’America, che la ha conquistata. Senza sovrastrutture, senza formalismi eccessivi e indossando all’occorrenza anche qualche abito di H&M o coltivando il suo famoso orto biologico nel giardino della White House.

Il South Side sempre nel cuore

Perché in lei non ha mai smesso di battere il cuore di Michelle Robinson, la bambina che condivideva una cameretta con il fratellino Craig in un appartamento modesto, papà al lavoro, mamma casalinga. Genitori solidi che le avevano insegnato a parlare sempre sinceramente e a non aveva paura. Anche se sarebbe rimasta, sempre più spesso, l’unica ragazza nera nella stanza. Mentre si laureava in legge ad Harvard; mentre, nel suo ufficio da avvocato di affari faceva carriera, nella sua città. Fu lì che una mattina d’estate incontrò Obama, uno studente di legge, il suo praticante. Fu lì che la sua vita cambiò per sempre, ancora una volta. In meglio: perché forse la sua vocazione non era fare l’avvocato, ma difendere i dritti delle donne, ispirare i giovani, parlando loro con il loro linguaggio, spronarli a esprimere cosa sarebbero voluti diventare e a far valere la propria voce. Diventare la hugger-in-chief.

La copertina del libro Becoming di Michelle Obama
@Amazon

Domandarsi sempre chi si vuole diventare e cercare la bellezza della propria storia

La capacità di avere una voce è strettamente legata a quanto ci si si senta a proprio agio nella propria storia. Spero che aver raccontato la mia storia in maniera intima aiuti le altre persone ad avere il coraggio di vedere la bellezza nella propria.

così Michelle presenta il suo “piccolo viaggio”, che dovrebbe spronare il lettore a chiedersi chi è davvero e chi vuole diventare. Pagine oneste e coraggiose che non lesinano particolari anche strettamente personali: un matrimonio che ha avuto bisogno di qualche visita da un consulente, ma che ha resistito alle intemperie della vita perché Michelle e Obama sono “migliori amici”; un percorso accidentato per diventare madre, con le due figlie nate con la fecondazione in vitro. L’amore viscerale per il South Side.

Chicago mi ha resa ciò che sono. Volevo pagare tributo alla comunità del South Side che fin dall’inizio ha infuso in me così tanto amore.

la famiglia Obama
@Wikipedia

Tutti come Michelle: un messaggio positivo che riempie gli stadi

Da Chicago Michelle ha iniziato lo scorso novembre il tour di presentazione del suo libro, culminato in quella che è diventata una doppia data (1 e 19 dicembre) al Barclays’ Center di Brooklyn. Un intero stadio sold out per due serate: con tutta l’America che vuole ancora essere ispirata da Michelle - che non a caso ha fissato altri 21 eventi itineranti per il 2019. Michelle che combatte perché tutti abbiano un’istruzione e perché l’obesità infantile smetta di esistere, Michelle madre devota e moglie equilibrata. Michelle con la sua intelligenza e l’ironia, che canta con James Codern in un episodio del Carpool Karaoke. Michelle che fa politica, che attacca duramente gli avversari ma sa quando è il momento di tacere, che combatte la discriminazione; che indossa un abito giallo con gli stivali di glitter e balla su un palco, senza essere fuori luogo.

E Obama?

Sono un po’ di parte perché Michelle è mia moglie. Ma lei è una donna splendida, brillante, divertente, saggia, unica nel suo genere. Questo libro non racconta solo la sua storia, ma anche quella dell’America.

E, certamente, che Michelle riesca ad avere tutto questo riscontro, mentre lancia un messaggio positivo, nell’America dei muri e del protezionismo è, a suo modo, un altro piccolo grande miracolo della prima First Lady nera della storia.

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