Bar, ristoranti e negozi: quasi un italiano su due tornerà a frequentarli come prima

Bar, ristoranti e negozi: quasi un italiano su due tornerà a frequentarli come prima

di Redazione

Il sondaggio sulla propensione dei consumatori nei confronti della riapertura di bar, ristoranti e negozi, condotto da Izi e Comin & Partners, si presta ad una duplice lettura.

Il bicchiere mezzo pieno è che già a metà maggio circa metà degli italiani sembravano pronti a ritrovare le vecchie abitudini. Il mezzo bicchiere da riempire è quello della paura e dell’incertezza accumulate in questi mesi di emergenza sanitaria.

Il dato incoraggiante è che solo un 7% degli italiani sembra radicalmente determinato a non frequentare più bar e ristoranti.

Chi sono i più coraggiosi?

I più coraggiosi sembrano gli over 55. il 45% è pronto a tornare al bar per la colazione, il 60% a fare shopping e il 44% a frequentare i centri commerciali.

Meno inclini a riprendere le vecchie abitudini i 35-54enni. Due su quattro sono pronti per il cappuccino di inizio giornata, ma il 58% è intenzionato a ridurre le cene al ristorante e solo il 53,3% riprenderà a fare acquisti nei negozi.

I meno temerari, o più prudenti, sono sorprendentemente i giovani tra i 18 e i 34 anni. Il 55,5% frequenterà meno i ristoranti e i bar (52%). Sempre tra i giovani si registra la maggiore incidenza di “radicali”: il 10% non tornerà a frequentare più i bar, circa il 9% rinuncerà ai ristoranti e l’8% dirà basta ai centri commerciali.

Il tempo aggiusterà le cose?

Continuando a declinare i dati relativi al contagio e nella speranza di riuscire a schivare, o almeno a vivere in modo meno drammatico la seconda ondata, è ragionevole attendersi che la paura si riduca e la propensione a ritrovare le normali abitudini torni a crescere. Certamente l’esperienza di questi mesi e l’incertezza economica comporteranno inevitabilmente una maggiore morigeratezza.

… ma proprio il tempo è ciò che manca alle microimprese

Se come individui è giusto darci tempo per metabolizzare il grande spavento di questi mesi, il fattore tempo è la variabile critica per le attività commerciali. I dati sulla riapertura diffusi da Confcommercio indicano una strada lunga e difficile, che per molti si annuncia drammatica.

Oltre il 60% del campione (759.000 microimprese censite) stima una perdita di ricavi superiore al 50% rispetto ai periodi normali, che arriva al 70% per bar e ristorazione.

Il 28% degli intervistati dichiara che in assenza di significativi miglioramenti dovrà considerare la cessazione definitiva dell’attività.

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