supercomputer combatte contro il coronavirus

Combattere il coronavirus con il tuo computer? Lo puoi fare

di Redazione

Si chiama Covid-19 High Performance Computing Consortium: 16 supercomputer insieme per realizzare la più alta potenza di calcolo computazionale a disposizione della ricerca medica.

Lo ha realizzato Ibm insieme ad Amazon, Google e Microsoft ma non è solo per aziende che sono potenze mondiali: infatti, come riporta businessinsider.it, anche chi possiede un normale computer può metterlo a disposizione.

L’iniziativa si chiama Folding@home ed è partita anni fa dalla St. Louis School of Medicine della Washington University, a cui si sono aggiunte la Temple University e il Chodera Lab del Mskcc (Memorial Sloan Kettering Cancer Center). Il progetto di “computer distribuiti” nacque con l’esigenza di simulare la dinamica delle proteine in diversi ambiti medici. Viene utilizzato, per esempio, per supportare la ricerca dei meccanismi molecolari del cancro ma è stato utile anche nella ricerca sull’Alzheimer e ai tempi dell’Ebola.

Il presupposto è che, per svolgere questo tipo di simulazioni è necessario avere a disposizione una capacità computazionale molto elevata in tempi brevi che un singolo computer, per quanto potente, non può fornire. Così, si sfrutta un modello di distribuzione dell’elaborazione per cui, detto in parole molto semplici, ogni calcolo viene condiviso da diversi elaboratori che, lavorando in parallelo, simulano la potenza di un grande, e costosissimo, computer.

L’adesione al progetto è gratuita e prevede l’installazione di un software che gestisce le elaborazioni senza influire sulle prestazioni del pc, dato che si attiva quando il computer non è in uso.

L’iniziativa ha raccolto un boom di adesioni, con 770mila volontari e 450 organizzazioni in pochi giorni. Per mettere a disposizione la potenza di calcolo inutilizzata del proprio computer basta iscriversi al progetto e scaricarne l’applicazione.

Ogni elaboratore concorre alla simulazione grafica (un’animazione) del movimento delle molecole che formano il coronavirus per prevederne le mutazioni nel tempo. Si tenga conto che ogni simulazione sul Sars-CoV-2 coinvolge circa 50mila atomi a cui se ne aggiungono altri 350mila che costituiscono l’ambiente proteico circostante. Il volontario ideale è il videogiocatore, chi lavora nella grafica e nei video e tutti quelli che hanno un computer con caratteristiche adeguate alla modellazione tridimensionale.

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