Cosa sono e come ci aiutano i cobots, i robot collaborativi

Cosa sono e come ci aiutano i cobots, i robot collaborativi

di Redazione

Partiamo dalla base. La differenza tra robot tradizionali e cobots, robot collaborativi, è che mentre i primi nascono per svolgere una funzione specifica, per lo più in sostituzione dell’uomo, i cobots nascono per integrarsi nel processo produttivo affiancando l’uomo.

Benché se ne parli spesso e ogni novità in questo campo faccia notizia, Il loro effettivo potenziale è ancora tutto da realizzare.

Anche in questo campo la recente pandemia potrebbe però determinare un’accelerazione positiva. Nello scenario pre-Covid il fattore principale per determinare l’utilità e l’efficacia di un robot era la velocità, ragion d’essere dei robot tradizionali. Oggi si creano nuove opportunità legate alle esigenze di distanziamento, sicurezza e riduzione delle possibilità di infortunio all’interno dei processi, dove le persone non vengono sostituite, ma affiancate e assistite dai robot.

I cobots di ultima generazione evitano gli ostacoli, cambiano percorso, apprendono e modificano il loro comportamento in base alla presenza o meno di un operatore umano, o al verificarsi di determinati eventi.

Questa capacità di adattarsi e collaborare ritaglia per i cobots un ruolo radicalmente diverso da quello ricoperto dai robot tradizionali.

Numeri e scenario

I numeri dicono che la strada è lunga e la porta stretta: su un totale di 380mila robot venduti nel 2019, solo il 2% erano cobots e le applicazioni che giustificano un loro utilizzo in sostituzione o in aggiunta rispetto ai robot tradizionali sono ancora poche.

Per intenderci, il vantaggio di poter affidare la sanificazione dell’officina a un cobot, non è paragonabile con quello derivante dall’adozione di un robot industriale, che dimezza i tempi di assemblaggio di un prodotto.

Tuttavia in uno scenario più soggetto a discontinuità della domanda e alla necessità di recuperare un maggiore controllo e autonomia sulla catena di fornitura, diventa strategico poter disporre di robot non solo più veloci, ma anche più flessibili, adattabili a funzioni diverse e collaborativi.

Specie in contesti dove le competenze artigianali degli operatori umani non possono essere sostituite, bensì potenziate e valorizzate grazie al supporto di robots.

In quest’ottica due delle frontiere più calde sono da un lato l’abbattimento della complessità di programmazione dei robot industriali, cioè la possibilità di modificarne i compiti, e dell’altro la possibilità di integrare componenti di produttori diversi.

Cobots e AI

Grazie al connubio tra utilizzo di robots e intelligenza artificiale è possibile abbandonare la logica del silos.

La fabbrica non è più un insieme di compartimenti stagni, ciascuno dei quali composto da robots che eseguono compiti specifici, ma diventa un unico sistema integrato, adattivo e sicuro, dove il comportamento di un cobot in un reparto si modificherà in ragione di un evento verificatosi, per esempio, all’ingresso della fabbrica e rilevato da un sistema intelligente di telecamere.

Manutenzione predittiva

Allo stesso modo è significativo l’impatto di queste tecnologie combinate tra loro sul fronte della manutenzione, che diventa predittiva, ovvero preventiva e reattiva.

Se una rete di sensori può prevedere e rilevare la necessità di un intervento, un cobot può intervenire, autonomamente o guidato da remoto, per risolvere la problematica nel modo più efficace, sia per la continuità della produzione che per la sicurezza degli operatori.

Ogni rivoluzione interessa applicazioni note, ne abbiamo toccate solo una minima parte, e altre che al momento non riusciamo ancora a immaginare, determinando progressi e criticità. Una cosa è certa, la rivoluzione dei robot collaborativi è solo all’inizio e sarà una delle più affascinanti.

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