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Il successo della digital transformation? Una questione di visione e cultura

di Redazione

Il concetto di strategia digitale è diverso dalla semplice introduzione di una tecnologia, ma presuppone che ci sia una visione di medio e lungo termine.

Le parole di Ilaria Urgenti, Service line leader e Corporate reputation di Ipsos, al Wired Trends 2020, organizzato da Wired Italia insieme a Ipsos, descrivono bene il punto centrale della cosiddetta digital transformation.

Una questione di cultura, prima che di tecnologia. Due aziende su tre hanno avviato il processo di trasformazione digitale, una su tre è ancora ferma. Come ha spiegato il ceo di Ipsos Nicola Neri

Questo vuol dire che c’è una parte non trascurabile delle nostre aziende che ancora sta rincorrendo l’evoluzione tecnologica e poi occorre tenere conto che almeno una parte dei progetti non sono di vera trasformazione, ma consistono di un più semplice taglia-costi attraverso piccole modifiche all’assetto aziendale.

La sfida principale per le aziende che hanno avviato (o devono farlo) la digital transformation è il passaggio culturale, far capire alle persone quali sono gli aspetti da studiare e su cui concentrarsi. Allontanare idee sbagliate e pregiudizi (quali ad esempio la tecnologia che sostituisce le persone) è una parte importante di questo passaggio. Solo in seguito vengono l’aggiornamento delle competenze, l’implementazione della tecnologia e le questioni organizzative. Come sottolineato da Ugenti, in un passaggio del suo intervento

È fondamentale dare vita a nuovi processi organizzativi e a nuovi ecosistemi aziendale, in cui tutte le persone si sentano parte del processo di trasformazione, mettendo da parte l’efficientismo puro e analizzando l’impatto sull’attività quotidiana dei lavoratori.

Insomma, il lavoro è molto più profondo del semplice innesto di qualche tecnologia per essere più efficienti. Non si tratta di rifare le stesse cose con una tecnologia diversa, ma di lavorare ad un processo che cambi la cultura aziendale e i processi organizzativi.

Il processo di trasformazione digitale riguarda il privato ma anche il pubblico. All’incontro è intervenuta anche Roberta Cocco, Assessora alla trasformazione digitale e servizi civici del Comune di Milano, che ha evidenziato un passaggio chiave. Per il pubblico e per il privato

Non ho mai visto, né nel pubblico né nel privato, un progetto fallire per colpa della tecnologia, ma ne ho visti fallire tanti quando non c’era un sufficiente accompagnamento.

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