Il cloud come driver di rilancio economico: alleanza tra Google Cloud e Tim

Il cloud come driver di rilancio economico: alleanza tra Google Cloud e Tim

di Redazione

Tre mesi di smart working e didattica a distanza hanno fatto fare più strada agli italiano sulla via della digitalizzazione di quanta ne avessero fatta nei dieci anni precedenti. Al tempo stesso però si sono evidenziati i limiti tecnologici di un Paese che di rivoluzione 4.0 ha soprattutto scritto e parlato.

Superare il ritardo nella digitalizzazione

“L’Italia sarà più resiliente se saprà colmare il ritardo digitale, una necessità assoluta per il futuro del Paese, espandere le opportunità di accesso a nuove e più elevate competenze per tutti, e garantire uguaglianza di opportunità”.

Su queste parole del Rapporto Colao converge anche il Governo che al primo punto del suo progetto di rilancio mette “un Paese completamente digitale”.

Il cloud come driver di innovazione e crescita

Con il termine “cloud” si intendono le infrastrutture, gli strumenti e le strategie che consentono di spostare, archiviare, condividere e utilizzare i dati in rete.

La portata di questa migrazione di informazioni è di per sé portatrice di innovazione e crescita: basta immaginare alla quantità di ragionamenti, valutazioni, decisioni e investimenti che investono un’azienda che decide di spostare i suoi dati (in alcuni casi addirittura ancora su carta) su un server in rete.

Figuriamoci poi quando l’azienda, se ben assistita, scopre l’impatto che questa trasformazione può avere sulla sua competitività praticamente in ogni sua funzione.

L’Osservatorio Cloud Transformation della School of management del Politecnico di Milano, il cloud è diventato il modello di riferimento in Italia per lo sviluppo di progetti digitali nel 42% dei casi e l’unica scelta possibile nell’11% dei casi. Il 54% delle organizzazioni ha già un sistema informativo aziendale ibrido cloud/non cloud e il 21% ha già un approccio ormai totalmente Cloud.

In termini economici il mercato italiano del cloud, con tantissima strada ancora da fare, valeva nel 2019 2,77 miliardi di euro, con una crescita del 18% rispetto ai 2,34 miliardi del 2018.

La partnership Google Cloud-Tim e i suoi obiettivi

In questo scenario, che vede convergere la crescente consapevolezza delle imprese e le strategie di rilancio del sistema Paese, si inserisce la partnership tra Google Cloud e Tim: un’alleanza strategica con un ruolo potenzialmente decisivo per il progresso digitale del nostro Paese.

L’ambizione delle due aziende è fornire soluzioni che permettano di sfruttare rapidamente i vantaggi del cloud alle aziende italiane di ogni dimensione e in ogni settore, sia nel privato che nella PA.

Lo sforzo congiunto degli ingegneri di Tim e Google Cloud sarà quello di creare soluzioni altamente innovative e su misura per per il mercato italiano, con un piano che prevede anche l’apertura di nuove “regioni” Cloud a Milano e Torino (in pratica concentrazioni di date center).

“La nostra priorità - dichiara spiega Fabio Fregi, country manager di Google Cloud per l’Italia - è quella di attivare quante più collaborazioni industriali utili alla crescita infrastrutturale ed economica dell’Italia anche grazie al beneficio di investimenti che hanno ricadute positive sui territori. Con queste nuove regioni i clienti di Google Cloud e Tim che operano in Italia potranno beneficiare di servizi e dati in cloud a bassa latenza e alte prestazioni”.

La collaborazione con Intesa Sanpaolo

Tra le collaborazioni spicca senza dubbio quella siglata con Intesa Sanpaolo, per ora tramite un memorandum of understanding (uno strumento giuridico che esprime una convergenza di interessi tra le parti), che prevede un progetto finalizzato a fornire ad Intesa i servizi cloud di Google sui data center italiani di Tim.

La portata dell’operazione sarebbe davvero rilevante: la creazione di due Region Cloud Google, a Torino e Milano, che useranno i Data Center di Tim e su cui Intesa Sanpaolo costruirà i propri servizi digitali.

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