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2019: Industria 4.0 ora punta alle PMI

di Laura Magna

Nel terzo anno di Industria 4.0, con un governo nuovo, le politiche a favore delle imprese cambiano rotta. E intraprendono un percorso che mira ad agevolare le piccole e medie imprese, ossatura della nostra economia. Una scelta che ha senso: ad essere rimaste indietro nella strada dell’innovazione sono state finora proprio le piccole e micro imprese: che per quasi l’87% non hanno fatto alcun passo verso industria 4.0, in base a un documento dello stesso Mise e risalente a metà 2018 (quando cioè il titolare del Mise era ancora Carlo Calenda, a cui sarebbe subentrato poco dopo Luigi Di Maio).

Restano sul tappeto alcune questioni: iper e superammortamento, considerati punti di forza della riforma, hanno spinto gli ordini di macchine - il 2018 è stato un anno record, per Ucimu, con un valore della produzione di macchine di 6900 milioni di euro, in aumento del 13,4%- ma non sono stati sufficienti a portare la cultura dell’innovazione che avrebbe reso possibile un reale cambiamento in chiave 4.0.

Alla fine a guadagnarci è stata l’industria delle macchine, che pure è un’eccellenza italiana che da tempo languiva, ma certamente non è sufficiente a indirizzare la digitalizzazione che è l’unica strada perché il sistema Paese resti competitivo. D’altro canto i Competence Center, centri di eccellenza con specializzazione verticale sui temi 4.0 e costituti in partenariato pubblico/privato tra Università e aziende, che avrebbero dovuto garantire il trasferimento tecnologico all’economia reale (e dunque la diffusione di quella necessaria cultura dell’innovazione nelle imprese, unica forza motrice del cambiamento), sono stati avviati con due anni di ritardo rispetto alla tabella di marcia.

scritta industria 4.0 su lavagna nera

I Competence Center pronti a operare

Saranno operativi probabilmente dopo l’estate. Milano, Torino, Bologna, Padova, Pisa e Roma: 6 degli 8 enti autorizzati dal Mise si sono costituiti. Hanno una specializzazione verticale (fabbrica 4.0 a Milano; cybersecurity a Roma; aerospazio e additive manufacturing a Torino; biomedicale e meccatronica a Bologna, solo per fare degli esempi) e sono inseriti in una rete complessa che li collega ai Digital Innovation Hub, fari di Confindustria sul territorio che avranno invece il compito di orientare gli imprenditori verso le competenze e le tecnologie abilitanti. Nei Competence Center gli stessi manager avranno a disposizione la formazione avanzata offerta dalle Università capofila e tutti gli strumenti 4.0 forniti dalle big corporate che vi partecipano. La partita entra ora nel vivo, con la formalizzazione da parte dei Mise del Decreto di concessione dei finanziamenti (disponibili 73 milioni), grazie a cui potranno essere allestiti fisicamente i laboratori.

Capitolo formazione e competenze

Ma veniamo alle novità della Legge di Bilancio 2019. La formazione, capitolo interamente cancellato nella prima stesura, con il passaggio alla Camera è stato reintrodotto ma rimodulando gli incentivi in base alla dimensione delle aziende richiedenti. Il bonus formazione 4.0 prevedeva fino al 2018 un credito di imposta del 40% per tutte le spese in formazione entro i 300mila euro: nel 2019 passa dal 40% al 50% per le piccole imprese, mentre resta al 40% per le medie imprese (con il medesimo limite di 300mila euro), mentre viene ridotto al 30%, con un limite massimo di 200mila euro incentivabili per le grandi imprese. Il credito d’imposta può essere richiesto – e questa è un’altra novità rilevante - anche nel caso di corsi di formazione in modalità e-learning che rispondano a precisi criteri elencati dallo stesso Mise. Confermato anche il credito d’imposta del 50% su spese incrementali in Ricerca e Sviluppo, riconosciuto fino a un massimo annuale di 20 milioni di euro all’anno per beneficiario e computato su una base fissa data dalla media delle spese in Ricerca e Sviluppo negli anni 2012-2014.

ingegnere industriale che utilizza occhiali intelligenti con tecnologia mista a realtà virtuale per monitorare la macchina in tempo reale. Uso intelligente della fabbrica Braccio robotico di automazione

Voucher per assumere i manager dell’innovazione

Con lo stesso criterio di valorizzazione delle piccole imprese che anima l’intera normativa viene introdotta una nuova agevolazione per le assunzioni di manager dell’innovazione, un voucher fino a 40mila di importo singolo, per uno stanziamento complessivo di 75 milioni di euro. In particolare, per le micro e piccole imprese, il voucher copre il 50% dei costi sostenuti fino a un importo massimo di 40 mila euro; per le medie imprese, invece, la copertura è del 30% dei costi fino a un importo massimo di 25 mila euro. La misura è estesa anche alle imprese che aderiscono a un contratto di rete. In questo caso la copertura dei costi è pari al 50% e l’importo massimo per l'intera rete è di 80 mila euro.

Ammortamento: piccolo è bello

Nel 2019 sono stati invece ridimensionati degli incentivi per l’acquisto di nuovi macchinari e software: sparisce il superammortamento, che aveva carattere dichiaratamente provvisorio e viene riscritto l’iperammortamento, che riguarda specificamente gli investimenti in chiave industria 4.0. L’iperammortamento aumenta dal 250% al 270% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, mentre viene tagliato per quelli di maggior valore. Nello specifico è previsto un ammortamento al 200% per gli investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro e del 150% fra i 10 e i 20 milioni, importo massimo incentivabile. Sono incentivabili gli ordini chiusi entro fine 2019 per cui sia stato pagato un acconto del 20%, per macchine che possono essere consegnate fino al giugno 2020.

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