Amazon trasporti

Il segreto del successo di Amazon? La logistica

di Laura Magna

233 miliardi di fatturato, 11,3 miliardi di utile (nel 2018), 750mila dipendenti (che ne fanno il secondo maggior datore di lavoro privato in Usa, dopo WalMart) e oltre mille miliardi di euro di valore in Borsa. E una crescita che prosegue senza sosta: nei primi nove mesi del 2019 il fatturato ha toccato quota 193,1 miliardi (dai 160,5 a settembre 2018), e l’utile è salito a 8,3 miliardi da 7. Sono gli incredibili numeri di Amazon, a 25 anni dal 5 luglio del 1994, giorno in cui tutto ebbe inizio in un garage di Bellevue, periferia est di Seattle. Jeff Bezos, un visionario ex gestore di hedge fund che aveva lasciato il suo lavoro a New York per inseguire il sogno di creare il più grande negozio online di libri, ha fatto molto di più. Oggi Amazon non è un semplice immenso negozio online, dove è possibile trovare libri e ogni altro oggetto che la fantasia suggerisca ma è soprattutto una società di servizi, una multinazionale innovativa e che detta legge nel mondo del retail e non solo, oltre che la più importante società di logistica avanzata del mondo. Ed è in quest’ultima specificità che si annida il segreto del suo successo.

I fantasmagorici depositi di Amazon, dove umani e droni si muovono eseguendo i passi di una coreografia perfetta, consentono consegne in 24 ore e a tendere, nella medesima giornata dell’acquisto, sono al centro di questa macchina. Da ognuno di questi centri logistici ogni giorno, ogni mezz’ora 50 van entrano, vengono caricati ciascuno con 200 pacchi e un preciso piano di delivery a bordo, e ripartono. Un meccanismo rigido progettato per massimizzare la velocità e minimizzare i costi.

Amazon quartier generale sede Silicon Valley

Nel tempo Amazon ha allargato questi servizi a seller terzi che si servono della piattaforma per vendere online. La quota di fatturato attribuibile ai seller tra il 1999 e il 2018 è passato dal 3% al 58%, da 0,1 miliardi a 160 miliardi con un tasso di crescita annuo del 52%. I first party seller, ovvero coloro che cedono l’inventario ad Amazon perché si occupi di rivenderlo al consumatore finale, hanno visto le vendite aumentare nello stesso periodo da 1,6 a 117 miliardi, con una crescita annua del 20%.

E la “Logistica” è al centro: si chiama proprio così il servizio del colosso di Seattle che consente alle pmi di ogni dimensione e di tutto il mondo di semplificare la gestione delle vendite e trovare nuovi clienti. Aderendo a questo servizio di fatto le aziende possono servirsi del marketplace Amazon: inviare l’inventario a uno dei centri logistici dell’azienda, in prossimità dei diversi mercati di sbocco; Amazon si occupa di imballare e spedire i prodotti ordinati, di gestire resi e assistenza clienti, 24 ore su 24. E i commercianti aderenti possono sfruttare la visibilità del colosso Usa, aderire al programma Prime che consente al cliente di ottenere spedizioni rapide e gratuite, e disporre di una serie di tools per la gestione dell’inventario da remoto, per i processi di pagamento, per il tracciamento delle spedizioni, per creare report, per vendere oltreconfine. Non solo. Se un’impresa italiana aderisce al progetto, può integrarsi, automaticamente, con i marketplace di Germania, Regno Unito, Spagna e Francia: il Programma Paneuropeo di Logistica di Amazon fa una stima della domanda e distribuisce l'inventario in tutta Europa, riducendo i costi di gestione e migliorando i tempi di spedizione.

Le schede prodotto vengono tradotte in automatico nelle diverse lingue dei mercati di sbocco in modo da essere immediatamente fruibili. Senza considerare che per il nostro Paese esiste la vetrina dedicata al Made in Italy, che oggi offre oltre 60.000 prodotti provenienti da 800 botteghe artigianali e piccole medie imprese. Le pmi supportate da Amazon attraverso questi canali, hanno creato in Italia, nel 2018, più di 18.000 posti di lavoro a tempo pieno per gestire la loro attività di vendita su Amazon. Il valore dei beni esportati da queste imprese ha raggiunto la cifra record di oltre 500 milioni di euro nel 2018.

Amazon prime camion trasporto

Non solo. Amazon ha appena annunciato di aver creato in Italia più di 1.400 posti di lavoro a tempo indeterminato, un aumento di più del 25% rispetto alla fine del 2018 e sopra il target dei mille posti di lavoro annunciato a luglio. Oggi Amazon dà lavoro a più di 6900 dipendenti a tempo indeterminato in tutta Italia: ingegneri e sviluppatori di software fino a posizioni di livello base. Le nuove assunzioni sono dislocate sugli oltre 20 siti, in tutta Italia, da Milano a Passo Corese (RI), da Torrazza Piemonte (TO) a Cagliari. Le polemiche sulle condizioni dei lavoratori di Amazon sono note, ma la società dichiara che “queste posizioni lavorative offrono una retribuzione competitiva e molti benefit, inclusi programmi innovativi per il settore, come Career Choice, e programmi d’avanguardia di congedo parentale. Inoltre, a partire dal prossimo gennaio, gli addetti al magazzino di Amazon in Italia beneficeranno di un aumento del salario di ingresso di 100 euro lordi al mese”.

Ma non finisce qui: la gamma di servizi complessi che ruotano intorno a quello che è l’asset principale della big corp Usa continua ad ampliarsi. Bezos ha annunciato di recente, per esempio, di essere pronto al lancio della prima “warehouse” di modello europeo Oltreoceano: un magazzino costruito su più piani che ha lo scopo di ridurre i tempi di consegna, da pochi giorni a poche ore. Per raggiungere i clienti in giornata – l’obiettivo è di allargare questa modalità al 90% dei buyer globali – la strada maestra è quella della tecnologia: che viene integrata nei magazzini intelligenti e con “Amazon Prime Air”, ovvero la consegna della merce via drone, che ha già ricevuto l’ok da parte dell’ente americano che regola il traffico aereo e che dovrebbe partire a breve.

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