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Auto, vino, arte: quando la passione fa crescere il patrimonio

di Laura Magna

Investire nelle proprie passioni. Un vezzo da milionari? Non esattamente: un modo alternativo per canalizzare parte del proprio patrimonio in asset class decorrelate rispetto ai principali mercati e potenzialmente molto redditizie. Dunque, investire in beni di lusso può essere una strategia vincente in un momento di grande turbolenza com’è quello che stiamo vivendo oggi.

Se però lo si fa in maniera professionale e operando i necessari distinguo. Perché non tutto ciò che è lusso o ci appassiona rientra nella categoria degli investimenti, che richiedono precise metriche di valutazione e la strutturazione dei percorsi di rischio/rendimento.

In ogni caso, tutte le principali società operanti nel mercato del Wealth Management offrono oggi servizi di consulenza sull’acquisto di opere d’arte e vini (Art & Wine Advisory), mentre tra gli Asset Manager iniziano a comparire i primi Passion Funds, a conferma della domanda che arriva dal mondo degli Hnwi (High net worth individual, le persone dotate di un patrimonio individuale elevato).

Collezione d'arte in uno showroom

I passion investments più redditizi

Allora, una prima distinzione generale va fatta soppesando la motivazione che spinge all’acquisto: se è pura “passione”, l’investitore si accontenta di un dividendo emotivo e non necessariamente ne trarrà anche un dividendo finanziario. Se invece l’azione è guidata dalla volontà di ottenere un plusvalore il quadro cambia. Per alcune categorie di passion investments si è creato negli anni un vero e proprio mercato finanziario, con indici e piattaforme di compravendita. Innanzitutto per le auto, con le Ferrari che spiccano decisamente per preferenze e redditività (l’Italia, quando si tratta di lusso e prodotti “belli e ben fatti” ha sempre la sua da dire). L’indice Hagi che registra le oscillazioni di prezzo delle auto storiche mostra, tra il 2009 e il 2019, un rendimento di oltre il 250%, pari a una crescita annua del 13%.

Il secondo investimento che ha reso di più nel lungo periodo è l’arte. Un settore così strutturato che oggi esistono fondi specializzati nella vendita e acquisto di opere d’arte che garantiscano un buon bilanciamento tra rischio e rendimento. Se nel breve periodo le oscillazioni di prezzo possono essere anche violente perché soggette alle mode, nel lungo termine l’arte tende ad avere performance molto solide: secondo i dati di Art Market Research, il valore medio delle opere battute all’asta è aumentato del 78% nell’ultima decade. E, ancora, il vino. In Italia un vero e proprio mercato esclusivo è quello del Brunello di Montalcino. Ogni anno, a metà febbraio, si tiene l’evento di presentazione delle annate che verranno messe in commercio (quest’anno il Brunello di Montalcino 2014, Brunello di Montalcino Riserva 2013 e Rosso di Montalcino 2017) e più in generale, c’è un indice, anche in questo caso, a misurare il rendimento nel tempo del nettare degli dei nel mondo: si chiama Liv-ex Fine Wine 1000 Index e raggruppa i mille vini più scambiati sul globo. In cinque anni ha avuto un incremento del 43,56%.

Riserva di Brunello di Montalcino, cantina Brunello di Montalcino,
consorziobrunellodimontalcino.it

Perché investire nelle passioni? Pro e contro

Spiega Alessandro Falconi, Wealth Management Expert di Capgemini Business Unit Italy

Il 2018 è stato un anno caratterizzato da volatilità e incertezza sui mercati finanziari. Il contesto, come certificato dal World Wealth Report 2018 di Capgemini, ha portato a una contrazione degli asset più esposti alle oscillazioni di prezzo, ovvero equity e fixed income, a favore di investimenti più stabili, come il Real Estate. I passion investments hanno seguito questa tendenza di crescita: quelli che sono cresciuti di più nell’ultimo periodo sono sicuramente le opere d’arte, seguite da vini ed orologi.

Dunque, a favore di questo genere di investimenti ci sono, sicuramente, la possibilità di diversificare il proprio portafoglio e di renderlo meno sensibile ai movimenti del mercato, in momenti di forte volatilità. Ma non è tutto oro ciò che luccica. Si tratta di investimento riservati agli Hnwi perché richiedono cifre di ingresso piuttosto elevate e che possano restare immobilizzate: perché il rendimento, statisticamente, si ottiene nel lungo periodo. E non solo. Avverte Falconi

C’è un rovescio della medaglia importante da considerare rappresentato da una scarsa liquidabilità nell’immediato e da elevati costi, riferibili a commissioni per consulenze finalizzate alla ricerca e all’acquisto (costi di ingresso), costi di assicurazione e deposito (costi di gestione), oltre alle (elevate) commissioni delle case d’asta o altri intermediari per la vendita (costi di uscita).

I collectibles per pura passione (e che in futuro potrebbero diventare mercati)

Se per auto, arte e vino esiste un mercato, così non è per altri collectibles, che pure entrano abitualmente nei portafogli degli Hnwi, ma che possono generare una plusvalenza solo nel momento della formazione del prezzo tra venditore acquirente: in maniera dunque del tutto casuale, senza che sia possibile seguire una strategia. E qui si entra in un mondo vastissimo e indecifrabile, quello degli acquisti guidati dal punto picare, dalla consapevolezza che si possa ottenere attraverso di essi, il sopracitato dividendo emotivo. Dalle penne preziosi, alle stampe rare, ai vinili, alle Uova Fabergé, ai fumetti, ai gioielli antichi, fino ai francobolli e alle ceramiche. Ma non è detto che la passione debba restare fine a se stessa. Ci sono oggetti cresciuti pian piano insieme alla domanda degli appassionati che hanno dato vita a economie regolate dal mercato, seppur di nicchia. Come la fotografia, ormai inserita in una logica di rigore di registro con copie numerate e a tiratura limitata, in modo da garantirne tracciabilità, come nell’arte. Ed è possibile che accada ancora, proprio con quella strana collezione di uno zio sui generis, che ha passato la vita alla ricerca delle stilografiche usate in tutto il mondo…

Perché investire nelle passioni?

Arte, vino e auto: quando le passioni possono essere ottimi investimenti. Ma non è tutto oro ciò che luccica, bisogna fare molta attenzione.

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