Blockchain: le applicazioni della tecnologia che regola il bitcoin ai processi aziendali

Blockchain: le applicazioni della tecnologia che regola il bitcoin ai processi aziendali

di Laura Magna

Di blockchain si fa un gran parlare ma, ancora, a torto, assimilandola il più delle volte al bitcoin, la moneta virtuale che su di essa viaggia. E invece è una cosa diversa: blockchain è un’infrastruttura di base che si usa per trasmettere informazioni in maniera univoca, immutabile e incorruttibile. Se un individuo A invia dati con la blockchain a un individuo B, trasferisce fisicamente l’oggetto – e non una sua copia - e ne perde il possesso.

E se finora è stata usata per scambiare monete elettroniche, in realtà si presta a svariate applicazioni per le imprese, con un effetto potenzialmente dirompente. Applicazioni che vanno ben oltre il banale utilizzo delle e-coin come strumento di pagamento, che in ogni caso nel commercio elettronico potrebbe garantire il reale trasferimento del denaro prima dell’invio della merce proteggendo il venditore dalle frodi tipiche delle carte di credito.

L’Internet delle Cose, che è una delle strutture portanti della rivoluzione 4.0, potrebbe essere grandemente migliorato dalle capacità della blockchain, che consentirebbe di trasferire non solo dati, come avviene adesso, ma anche pagamenti e operazioni complesse. Finendo per disintermediare interi settori, come quello delle assicurazioni.

Blockchain: le applicazioni della tecnologia che regola il bitcoin ai processi aziendali

Un esempio aiuta a capire meglio: un agricoltore che si assicura contro eventi climatici avversi, potrebbe dotarsi di uno smart contract, un software su blockchain che in base a certi eventi determina una conseguenza. Così se il sensore rileva pioggia oltre un certo livello e comunica il dato allo smart contract con cui è in rete, si attiva il pagamento di un risarcimento da parte della compagnia assicurativa sulla base di un dato oggettivo.

E ancora, la logistica: dalla produzione al momento in cui giunge sullo scaffale per il consumatore finale ogni prodotto potrebbe essere tracciato in maniera scientifica con la blockchain. Così, in caso di recall di un’auto difettosa, per esempio, sarebbe possibile risalire rapidamente al singolo prodotto e al suo proprietario.

Dall’altro lato dell’Oceano, questi usi sono tutt’altro che futuribili, ma appartengono già alla realtà: in Cina Walmart ha di recente lanciato un programma con IBM e il laboratorio ingegneristico nazionale di tecnologie e-commerce dell'Università di Tsinghua, per poter monitorare la supply chain del cibo sulla blockchain, dalla produzione alla consegna all’utente finale, che può apprendere ognuno dei passaggi a cui il cibo è stato sottoposto, attraverso un Q-code sull’etichetta. E anche fornitori e regolatori avranno la possibilità di sapere in maniera trasparente e inequivocabile come il cibo è gestito lungo tutta la filiera.

Blockchain: le applicazioni della tecnologia che regola il bitcoin ai processi aziendali

IBM è molto attiva su questo genere di applicazioni. Un secondo progetto a cui ha lavorato in joint venture paritetica con lo spedizioniere marittimo Maersk è TradeLens , che mira ad automatizzare i flussi logistici eliminando i colli di bottiglia che generano sprechi enormi. Ogni anno via mare vengono inviati l’80% di tutti i beni di uso comune, che hanno un valore complessivo di 4mila miliardi di dollari. Si calcola che la gestione dei documenti incida sui costi di trasporto per il 15-20% e fino al 50% su tratte particolari, come New York – Amsterdam. TradeLens elimina questi sprechi grazie alla gestione dei dati via blockchain, ponendosi come un modello per la catena logistica del trasporto navale.

Questi esempi si riferiscono tutti a big corporate: e non è un caso. Oggi la blockchain richiede un approccio pesante: non ci sono soluzioni pronte per l’uso da incorporare nei prodotti e dunque poco si adatta alle PMI. La strada per loro sarà più lunga. Ma è certo che turismo, logistica, PA, potranno trovare in blockchain l’elemento di disruption decisivo: perché blockchain crea un sistema di fiducia, elimina gli intermediari e ridisegna interi processi di business. Nei prossimi anni chi la avrà adottata, si sarà dotato di un importante vantaggio competitivo.

Effetto dirompente

Logistica, archivi, pagamenti elettronici, turismo, commercio: tutti i settori per cui la catena a blocchi può essere disruptive.

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