Cybersecurity: una priorità che le aziende sottovalutano

Cybersecurity: una priorità che le aziende sottovalutano

di Laura Magna

Proteggersi dai rischi informatici. È una priorità che dovrebbe comparire in cima all’agenda di ogni imprenditore e che spesso, però, è sottovalutata. Nonostante il digitale sia ovunque e abbia reso centrale il dato per qualsiasi azienda nel mondo 4.0. Subire una violazione dei dati può causare a qualsiasi persona o azienda danni spesso irreparabili.

E i punti di accesso per gli hacker si moltiplicano: pc, smartphone, ma anche device per la domotica, chip per la geolocalizzazione di animali domestici (e bambini), robot nelle fabbriche e sensori che segnalano un guasto prima che si verifichi, satelliti che monitorano il tempo atmosferico, telemedicina. L’elenco potrebbe continuare, ma ci fermiamo qui: il punto nodale è il proliferare di chip e software interconnessi e in grado di scambiarsi dati e informazioni capaci di condizionare ogni attività umana, privata e personale. E di minarne la capacità competitiva, se dati e informazioni vengono rubati.

A fare il punto sullo stato dell’arte della cybersecurity sarà il 14 novembre a Roma CyberSecurity 360 Summit. L'evento, alla sesta edizione, è gratuito e aperto a tutti, per partecipare bisogna registrarsi sul sito ufficiale dove è possibile consultare anche l’agenda con l’elenco di tutti gli interventi schedulati.

Cybersecurity: una priorità che le aziende sottovalutano

Perché la cybersecurity è così importante?

La risposta arriva dai numeri. Seconda la dodicesima edizione del rapporto Clusit, sono stati 1.127 gli attacchi “gravi” registrati nel 2017 nel mondo, di cui il 21% critici. Una crescita del 240% rispetto al 2011. Ed è preoccupante che nel 68% dei casi gli attacchi avvengano con tecniche banali: come i malware, il phishing o il Ddos. Dal 2011 al 2017 i costi generati globalmente dalle sole attività del cybercrime sono quintuplicati, arrivando a quota 500 miliardi di dollari. Nel 2017 sono state colpite un miliardo di persone, con una perdita per i soli privati stimata in 180 miliardi di dollari. Cyber Espionage e Information Warfare hanno impatti difficili da calcolare, ma tra il 70 e l’80% dei casi si tratta di impatti critici.

Secondo i dati dell’ultimo Data Breach Investigations Report 2018 realizzato dal colosso delle reti Verizon si osserva un cambiamento anche negli strumenti preferiti dagli hacker: gli attacchi ransomware (malware che limitano l'accesso al dispositivo che infettano e per rimuovere questo blocco chiedono il pagamento di un riscatto, ransom, appunto) sono raddoppiati rispetto al 2017.

Mutano, secondo Verizon, anche le dinamiche di utilizzo degli attacchi di phishing e pretexting a scopo pecuniario e coinvolgono ora interi reparti, in particolare le risorse umane, “rubando” informazioni relative a stipendi e tasse dei dipendenti, per esempio. Nel settore bancario è in crescita la tecnica del “bancomat jackpotting”, attraverso cui un software o un hardware installato in modo illecito dà comandi al bancomat perché emetta grandi quantitativi di contante. Un’altra minaccia da non sottovalutare sono gli attacchi DDoS. Acronimo di Distributed Denial of Service (interruzione distribuita del servizio) questi attacchi sono in grado di rendere inutilizzabili server, datacenter e reti di distribuzione di contenuti nel giro di pochi minuti.

Cybersecurity: una priorità che le aziende sottovalutano

Cybersecurity in Italia: l'indagine del Politecnico di Milano

E l’Italia? Un’idea dello sviluppo della cybersecurity la offre l’indagine realizzata su 237 imprese italiane dagli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano per conto di Assiteca, broker assicurativo indipendente quotato su AIM. Secondo l’indagine, tutte le aziende sanno che cybersecurity è prioritaria, ma ben 4 su 5 non hanno sottoscritto coperture assicurative dedicate per tutelarsi dai possibili rischi.

Inoltre, se il 67% delle aziende domestiche ha introdotto sistemi di information security e l’80% ha sviluppato policy e procedure per proteggere la rete aziendale e le relative risorse da accessi non autorizzati, furti, modifiche o interruzioni di servizio, sono ancora poco diffusi, invece, i sistemi di sicurezza legati ai nuovi trend tecnologici: mobile, cloud e big data.

Clusit, secondo cui l’Italia per la prima volta nel 2016 è entrata nella top ten degli attacchi più gravi, stima che il nostro Paese abbia subito nel 2017 danni per 10 miliardi di euro da attività di cyber crimine: dieci volte di più di quanto investa in sicurezza informatica. Bisogna agire, prima di trovarsi di fronte a un’emergenza.

Attacchi ransomware raddoppiati nel 2018, secondo Verizon: a rischio i dati delle aziende se non si adottano misure di sicurezza. Costi annuali stimati solo in Italia in 10 miliardi di euro. Tutte le novità del settore in un Convegno a Roma.

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