quadrati colorati volanti formano una testa

D-Avengers: nasce la community che aiuta le imprese italiane a diventare supereroi della digital trasformation

di Laura Magna

Non basta un super pc o un software performante perché un’azienda diventi smart. Ci vuole molto di più: bisogna ripensare l’organizzazione, rivedere i processi, ristrutturarsi in ogni divisione e funzione, agire come un unico cervello pensante.

E invece, le aziende stanno adottando massicciamente alcune tecnologie chiave senza necessariamente poi sfruttarne a pieno le potenzialità: è il caso dell’Intelligenza artificiale per cui la spesa, secondo la società di ricerca internazionale Idc, aumenterà nel mondo dai 24 miliardi di dollari del 2018 ai 78 del 2022 e in Italia si assesterà nel 2019 poco sotto ai 25 milioni (+44%). Insomma, le aziende, anche quelle italiane, comprendono l'importanza di investire in questo settore e stanno aumentando la spesa: il passo successivo ora è andare oltre l’effetto moda e fare scelte strategiche.

Proprio per guidarle in questo percorso, AICA, con il contributo scientifico della School of Management dell’Università Bocconi, ha creato D-Avengers, un progetto promosso da Gloria Gazzano, Presidente AICA Lombardia, una carriera ultratrentennale nella corporate con il ruolo di CIO, iniziata dopo la laurea in matematica, in Olivetti negli anni Ottanta, e che l’ha condotta a partecipare nella sua carriera a molti significativi e pionieristici progetti di digitalizzazione soprattutto nel settore utility, per esempio in Italgas e Snam, di cui ha guidato la digital transformation. D-Avengers è il culmine di questo percorso.

Il nome è quello dei famosi supereroi: perché bisogna essere tali per sfruttare appieno le tecnologie che abbiamo oggi,

dice Gazzano a MBL. Ogni anno D-Avengers sarà dedicato a una tecnologia chiave per la digitalizzazione e il 2019 è l’anno dell’AI.

Gloria Gazzano

Per tornare ai dati Idc, secondo un sondaggio condotto presso i manager l’AI migliorerà la produttività della forza lavoro (per il 20% dei rispondenti), genererà innovazione e crescita dei ricavi (18%), velocizzerà i processi decisionali (17%). Tutti questi obiettivi, tuttavia, saranno ottenibili solo se

si metteranno in atto percorsi di organizzazione aziendali. Bisogna coprire un gap culturale strutturando processi di innovazione prima di fare investimenti in tecnologia. Le soluzioni innovative basate sulla tecnologia, e l’Ai ha esasperato il concetto, non sono appannaggio esclusivo del tecnologo: per metterle veramente a frutto e collocarle nella giusta dimensione aziendale, il tecnologo è solo una delle molte e variegate figure professionali che devono partecipare al progetto. Ci vuole una visione multidisciplinare, un’attitudine che non tutte le aziende hanno e che è molto complessa da gestire all’interno delle pmi italiane. Le cosiddette tecnologie disruptive sono il frutto di un concorso di idee diverse, di pensieri laterali. Il risultato finale in azienda sarà apprezzabile solo se le varie figure professionali e le competenze si uniranno per dare vita a nuove applicazioni della tecnologia. La vera innovazione sta, infatti, nell’applicazione della tecnologia e non nella tecnologia di per se stessa. Anche solo analizzarne l’enorme mole e distillare le tecnologie che portano valore all’azienda è un mestiere da codificare

spiega Gazzano. D-Avengers si pone dunque l'obiettivo di raccogliere l'esperienza di diversi individui e professionisti che vedono mutare il proprio mondo per effetto della tecnologia (che rivoluziona mestieri, processi aziendali e vita quotidiana). La community mira a creare sintesi per aiutare le aziende a orientarsi nel mondo dell’innovazione favorendo la costruzione di un patrimonio comune di esperienze e conoscenze, che sarà reso disponibile e accessibile a un pubblico più ampio. Questo obiettivo sarà realizzato operativamente attraverso una serie di incontri con le aziende e i professionisti. Cosa le aziende potranno fare attraverso la community?

giovane businessman che lavora sul tablet

Il primo obiettivo è contribuire a creare innovazione all’interno delle imprese, perché se è vero che il mestiere del tecnologo è difficile, quello di chi deve usare la tecnologia non è da meno: vogliamo allora favorire un processo di open innovation open, che capitalizzi le open innovation di tante aziende che si scambiano esperienze, e attraverso proof of concept accelerano i loro processi di innovazione. La seconda idea mutua dall’interesse per l’Ai di cui mi ero occupata 30 anni fa e che poi avevo abbandonato per altri mestieri; dell’Intelligenza Artificiale mi interessa esplorare sia l’aspetto tecnologico ma soprattutto i suoi impatti sulla trasformazione della società. L’umanità è in presenza di una singolarità tecnologica importante che cambierà il mondo per come lo conosciamo.

Dunque, in concreto, D-Avengers offrirà una serie di eventi, che rappresentano il primo strumento a disposizione dei nuovi manager. Conclude Gazzano:

E stiamo lavorando alla creazione di una vera e propria community, con focus group per individuare le tematiche dei prossimi anni: l’Ai è il tema di quest’anno, ma molto probabilmente non lo sarà per il 2020. Andremo poi a declinare le varie tecnologie a maggiore impatto sulle aziende e sulla vita quotidiana. Abbiamo istituito un advisor board di giovani manager: un tema fondamentale dell’Ai è l’effetto sui mestieri, sulle competenze e quindi abbiamo voluto coinvolgere non solo i tecnologi ma anche chi si occupa di HR nelle aziende; funzioni che sono meno abituate a trattare tematiche tecnologiche e che potrebbero beneficiare maggiormente da iniziative di questo tipo. Crediamo nell’evoluzione delle competenze in azienda per i tecnologi ma anche per i non digitali, per il cittadino stesso che non può rimanere escluso e che deve essere reso consapevole dei cambiamenti in atto. Ci saranno inoltre tavoli di lavoro in cui si metteranno a confronto esperienze di aziende e una community online per fare awareness e knowlegde transfer.

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