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L’ecommerce mondiale muove 3mila miliardi di dollari

di Laura Magna

Nel mondo, l’ecommerce vale 2.875 miliardi di dollari, (+12% anno su anno), appena l’11% delle vendite retail, e supererà i 4mila miliardi nel 2022. Tanto per avere un termine di paragone, il Pil dell’Italia vale poco meno di 2mila miliardi di dollari e quello degli Usa circa 19mila miliardi (il 24% del totale).

Numeri che dimostrano quanto peso abbia nella creazione della ricchezza mondiale il commercio online. Numeri che invitano ad abbandonare toni allarmistici sulla fine dei centri città con i negozi di vicinato e, in una parola, dell’umanità. Il cambiamento non si può fermare: allora è necessario abbracciarlo e cercare di indirizzarlo nella maniera migliore.

Ma torniamo ai numeri. A dettare legge nelle vendite online globali sono Stati Uniti e Cina, il primo un mercato consolidato con una penetrazione del 78,8% e un transato di 504 miliardi di dollari nel 2018, il secondo un mondo nuovo che ha movimentato lo scorso anno 855 miliardi di dollari e per cui la crescita stimata nel 2019 è del 30%.

Ecommerce retail Usa
@Statista

Grazie a colossi come Amazon e Alibaba, che si danno battaglia investendo in tecnologia, per rendere le consegne sempre più rapide e puntuali (attraverso i droni, la logistica avanzata e il dominio dei big data con il machine learning), ampliando la propria gamma di servizi per i piccoli etailer e investendo anche nel canale fisico con acquisizioni di negozi brick & mortar che a loro volta non sono destinati a sparire ma solo a cambiare. Jeff Bezos, il patron di Amazon, lo ha dichiarato nella sua ultima lettera agli azionisti: il commercio tradizionale vale il 90% del totale e non morirà mai, allora

abbiamo pensato a come servire i clienti in store fisici, ma prima dovevamo inventare qualcosa che potesse realmente piacere… Con Amazon Go (dieci store a Chicago, San Francisco e Seattle) ci siamo liberati della cosa peggiore nel retail fisico: le code.

Il mercato europeo è un passo indietro: le vendite al dettaglio online valgono 313 miliardi di euro, in aumento del 9% e si prevede una produzione di 342 miliardi di euro e solo nel 2022 il superamento dei 400 miliardi da parte dei cinque principali mercati dell’area, ovvero Francia, Germania, Italia, Spagna e UK. Quest’ultima con 76,3 miliardi di transato è il terzo mercato mondiale dopo Cina e Usa, nonostante il profondo gap con le prime due. Quanto alle modalità di fruizione, in Europa il Pick&Pay dilaga – in particolare in Paesi come Polonia e Germania, dove più del 75 % degli operatori offre il servizio. Il fatturato del Click&Collect vale 11 miliardi in Francia (il mercato nazionale maggiore nel continente secondo i numeri di Statista) e nel resto d’Europa quasi raddoppierà dagli attuali 26,7 miliardi a 45,1 miliardi nel 2023. Non a caso è in cima ai desiderata degli acquirenti online nordici e francesi, come spiega questo report di Nordpost.

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Un mondo che sta cambiando – e sta cambiando il mondo - da Nord a Sud e da Oriente a Occidente. Gli acquirenti vanno sempre più verso il mobile, richiedono modalità di consegna più flessibili con il pick and pay, si aspettano politiche a tutela dell’ambiente e esperienze di acquisto sempre più personalizzate. Per questo la logistica, che è al cuore di ogni ecommerce di successo e che fa la differenza tra un business vincente e uno destinato a morire, corre veloce e innova. Perché la logistica deve affrontare la dicotomia tra l’azzeramento dello spazio tempo che il consumatore percepisce fruendo i contenuti dal web, che crea aspettative di disponibilità immediata degli oggetti; e la fisicità dei beni da gestire correlati alla frammentazione e dispersione delle consegne. Tutta la supply chain deve essere completamente ripensata. Magazzini automatici, robot addetti allo smistamento della merce, scaffalature e nastri trasportatori dotati di sensori e interconnessi tra di loro e con gli addetti umani. Perché la rapidità e l’efficienza con cui si riescono a servire i clienti è nodale. E tutto deve essere calcolato al millesimo per minimizzare i costi e massimizzare la resa.

amazon locker

I comparatori online di spedizioni e le reti di punti ritiro (a cui i corrieri possono lasciare i pacchi a colpo sicuro, con il vantaggio che il destinatario potrà ritirarlo quando gli è più comodo) sono altri nodi di questa complessa rete, soprattutto in Europa, come suggeriscono i numeri. Innovazioni che cambiano anche i volti delle città in Italia, dove per esempio le edicole, anziché chiudere, come sta avvenendo sempre più spesso, posso trasformarsi in uffici postali di vicinato.

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