Gangi, Sicilia

L’emigrazione silenziosa svuota i piccoli comuni e depaupera l’Italia. E Airbnb ne approfitta

di Laura Magna

Riempiono le prime pagine dei giornali i cervelli in fuga. Sono 128mila gli italiani che sono scappati dal loro Paese nel solo 2018 e più di due milioni nei tredici anni dal 2006, primo anno in cui la Fondazione Migrantes ha pubblicato il suo ormai classico rapporto Italiani nel mondo, arrivato alla quattordicesima edizione.

È un’emigrazione nota, che riguarda non solo i giovani ma sempre più i giovani adulti (circa un quarto degli emigrati nel 2018 ha tra i 35 e i 49 anni) e che sempre più coinvolge anche il Nord del Paese, con la Lombardia e il Veneto nei primi due posti della classifica e il Piemonte sul quinto gradino nell’ultimo periodo della rilevazione. È un’emigrazione sempre meno disperata e sempre più qualificata, capillare, che interessa Paesi e città. E che depaupera l’Italia.

emigranti

Ma c’è un fenomeno collaterale che invece le cronache rimandano alle pagine interne e a qualche trafiletto locale: quello che ha visto i Comuni sotto i 5mila residenti, dal 1971 al 2016, mentre la popolazione italiana cresceva del 12%, perdere il 13% dei propri abitanti. Parliamo di un fenomeno tutt’altro che marginale: i piccoli comuni sono complessivamente, secondo Anci 5.500, il 69% del totale e in essi si contano oltre 10 milioni di residenti. Che si spostano per la mancanza di servizi di base, come scuole e ospedali, e per le scarse prospettive di trovare un lavoro. Un effetto non trascurabile di questa dinamica è l’abbandono di interi borghi con tutto il loro patrimonio storico e culturale, oltre che immobiliare.

L’urbanizzazione è un megatrend globale, in quanto tale inarrestabile, come dimostrano le megalopoli sempre più numerose in giro per il mondo, al punto da far sembrare antistorica anche una legge come quella salva-borghi, varata nel 2017 (ma ferma al palo per la mancanza dei provvedimenti attuativi) che prevede fino al 2023 un fondo di 160 milioni per lo sviluppo strutturale, economico e sociale a favore dei piccoli centri.

Nell’attesa, molti sindaci da Nord a Sud hanno lanciato le famose campagne di cessione a un euro a chi si impegni a ristrutturare le case abbandonate e di i cui proprietari vogliano liberarsi, in cambio dell’impegno a ristrutturarle in un periodo temporale più o meno ristretto e di usarle a scopo abitativo o ricettivo. Dal Piemonte alla Sicilia, passando per la Toscana, le Marche, l’Abruzzo e la Campania: i Comuni dove si regalano case sono più o meno su tutto il territorio nazionale (ne ha fatto una mappa il portale Idealista). Il tratto caratteristico di queste offerte è che molto spesso riguardano vere e proprie perle paesaggistiche: è il caso del paese siciliano di Gangi, il borgo più bello d’Italia del 2014 o di Sambuca, altra località della Sicilia eletta borgo più bello nel 2016 e protagonista di un reportage della Cnn in quell’anno.

Un patrimonio che noi finiamo per regalare ma che una multinazionale come Airbnb riesce a monetizzare (il che rende molto più concreto e attuale il tentativo di proteggerlo). Il gigante dell’ospitalità diffusa ha realizzato un portale interamente dedicato ai borghi italiani: si chiama Italian Villages, ed è stato realizzato in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali e del Turismo e con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani. Ma non solo.

Nel 2017 ha lanciato a Palermo il progetto Borghi Italiani di Airbnb, per valorizzare 40 piccoli comuni del nostro Paese. Con l’obiettivo di far conoscere “il volto autentico e affascinante dell’Italia fatto di paesaggi pittoreschi, antiche tradizioni e saperi unici”… con l’obiettivo di “portare il turismo fuori dalle grandi città offrendo così ai piccoli centri abitati e alle comunità locali un’occasione di rinascita”. Il progetto si è concluso a fine 2019 con l’inaugurazione di tre case d’artista che hanno sancito un ‘ritorno alla vita’ per i borghi di Lavenone, Civita di Bagnoregio e Sambuca di Sicilia. Ma non è finita. Nel 2019 un bando finalizzato a “regalare” a cinque fortunati un soggiorno di 3 mesi la scorsa estate nel borgo di Grottole, nella provincia di Matera, per il progetto Italian Sabbatical ha raccolto l’adesione di 280mila candidati da tutto il mondo – i selezionati sono risultati essere intellettuali con legami più o meno stretti con l’Italia - e ha convinto AirBnb a puntare in maniera ancora più decisa sui piccoli Comuni e sul Sud Italia.

airbnb in Italia

Nello stesso anno il colosso è stato sponsor della Matera Experience Academy, la prima accademia sul turismo esperienziale dedicata a 25 residenti italiani con un’idea di sviluppo per la città, la Regione, il Sud Italia. Lo scorso anno l’Italia è stata il primo mercato in Europa per prenotazioni di Esperienze sulla piattaforma Airbnb, seconda al mondo solo agli Usa. E delle oltre 3.700 Esperienze offerte, un terzo sono al Sud.

Le aree rurali meridionali si sono rivelati meta da sogno per i viaggiatori internazionali alla ricerca di esperienze autentiche e lontane dal turismo di massa

secondo Chris Lehane, responsabile globale Politiche pubbliche di Airbnb.

Valorizzare queste aree vuol dire are consapevolezza ai locali del loro grande patrimonio di tradizioni culturali e trasformarlo in un’opportunità di sviluppo economico.

Una lezione che vale la pena iniziare a studiare: Airbnb, come Starbucks e Pizza Hut prima, arrivando dal Nuovo mondo, hanno saputo trasformare una specificità italiana in un business multimiliardario.

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