IDC: un’azienda su tre fallisce la digitalizzazione perché ha infrastrutture obsolete

IDC: un’azienda su tre fallisce la digitalizzazione perché ha infrastrutture obsolete

di Laura Magna

Le aziende provano a stare al passo con la trasformazione digitale ormai irrinunciabile per resistere nel mercato. Ma spesso, almeno in un caso su tre, restano indietro. E questo accade perché effettuato le scelte sbagliate: la principale consiste nel non dotarsi delle infrastrutture IT necessarie per implementare la digitalizzazione.

A fare il quadro della situazione è IDC,società globale specializzata in ricerche di mercato, servizi di consulenza e organizzazione di eventi nei settori ICT e dell’innovazione digitale. Secondo L’IDC CIO Sentiment Survey 2018, realizzata presso un campione di 1500 CIO – i direttori It - di aziende globali, sono un terzo quelle frenate nei progetti di innovazione digitale da un’infrastruttura IT inadeguata.

Nella Survey, IDC evidenzia che i sistemi di legacy – ovvero l’hardware in dotazione alle aziende – non possiedono agilità, scalabilità e sicurezza, che sono invece prerequisito essenziale della trasformazione digitale. E d’altronde si tratta di infrastrutture obsolete su cui questi fattori non possono essere implementati con efficacia a posteriori. Insomma, la digitalizzazione non può essere essere costruita e governata utilizzando pratiche e mentalità vecchie di decenni.

IDC: un’azienda su tre fallisce la digitalizzazione perché ha infrastrutture obsolete

Le pressioni del business, dei clienti e della concorrenza hanno spinto molti CIO a cercare di riutilizzare infrastrutture e applicazioni legacy nel tentativo di risparmiare tempo e risorse per la trasformazione digitale, finendo però per sortire l’effetto contrario, esacerbando i costi e i problemi.

Partendo da questa fotografia, IDC prevede che entro il 2022 il 75% delle strategie digitali di successo avrà origine da un’organizzazione IT completamente trasformata, con infrastrutture e applicazioni moderne e razionalizzate.

È quindi necessario effettuare un cambiamento che sia innanzitutto culturale. Come fare i primi passi se ne è parlato in due eventi organizzati a Milano il 20 novembre e a Roma il 4 dicembre da Google Cloud, Lutech, Sinergy (Lutech Group) e Ciscoin collaborazione con IDC.

Le tavolo rotonde dal titolo “Building an Architecture for Continuous Innovation – Dagli ambienti multicloud alle logiche container, come accelerare il potenziale delle infrastrutture IT” sono state l’occasione per manager e esperti di tecnologia di di esplorare le più recenti evoluzioni che aprono nuovi scenari per le piattaforme IT.

IDC: un’azienda su tre fallisce la digitalizzazione perché ha infrastrutture obsolete

Gli esperti hanno esplicitato un concetto di base cruciale: per evitare di essere travolti dalla disruption e di trovarsi di fronte al rischio di una “continuous emergency” bisogna applicare la “continuous innovation”.

Innovazione continua: è ancora IDC a prevedere che già entro la fine del 2019 il 60% dei CIO e IT Manager avrà completato un processo di re-platforming dei propri ambienti facendo leva su ingredienti quali Cloud, DevOps e Mobile, di fatto trasformando le logiche che - dall’infrastruttura fino alle applicazioni - consentono alle aziende di operare nei nuovi contesti di mercato.

E ancora, con l’estensione dei confini delle risorse aziendali, operare in logica multicloud sarà la norma: entro il 2020, il 90% delle organizzazioni mondiali ne risulterà contaminato, e il 40% avrà creato metodi e soluzioni per operare efficacemente in questi ambienti. On the top della rivoluzione digitale ci sarà l’iperconvergenza delle tecnologie (che in soldoni è l’unificazione di risorse computazionali, di storage e di rete e la loro integrazione in piattaforme cloud). E la containerization, una tecnologia che consente di virtualizzare le macchine e su cui già entro fine anno si baseranno le strutture del 70% delle aziende in Europa, sempre per dirla con IDC.

Se la strada è obbligata, i passi da seguire e la velocità di crociera sono invece molto diversi: ogni azienda dovrà studiare le migliori modalità per implementare l’innovazione al proprio interno. Ma non è più possibile rimandare.

Continuous innovation

La digitalizzazione non può essere essere costruita e governata utilizzando pratiche e mentalità vecchie di decenni.

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