logistica innovazione futuro

La logistica made in Italy diventa hi-tech con Supernova Hub

di Laura Magna

Dalla logistica tradizionale all’hi-tech in pochi semplici passaggi. Si chiama Supernova Hub, l’incubatore fondato da Federico Pozzi Chiesa, amministratore delegato della storica azienda Italmondo, da 65 anni tra i leader del settore dei servizi logistici italiani ed internazionali. Il Gruppo ha investito a oggi 10 milioni di euro in 12 startup, tra cui Supernova Factory, Sendabox, IoRitiro, Termostore, Zoro.ai, BorsadelCredito.it: startup che hanno fornito valore aggiunto, ciascuna per un pezzetto, alla logistica tradizionale rendendola più efficiente. Ne abbiamo parlato con Pozzi Chiesa.

Perché una società di logistica tradizionale a un certo punto decide di dare vita a un incubatore?

Avvertivamo la potenza rivoluzionaria della rete e avevamo voglia di innovare. La nostra percezione era che la rete non fosse solo un nuovo mezzo di comunicazione, ma uno spazio da riempire o, ancora di più, uno spazio commerciale da riempire, con regole completamente nuove. Abbiamo quindi unito le nuove tecnologie alle nuove esigenze del mercato della logistica per creare qualcosa di completamente disruptive sul mercato italiano.

Ci racconta qualcuna di queste novità dirompenti?

Per esempio, la macchina che fa le scatole su misura, derivata dall’osservazione dello spreco accumulato per la gestione delle spedizioni da uno dei principali clienti di Italmondo, l’ex Dalani (ora Westwing), nel settore dell’arredo casa. Ecco il problema: la merce che Westwing acquista in Master necessita di essere spacchettata e riconfezionata per essere spedite al cliente finale. Il riconfezionamento veniva fatto utilizzando scatole di dimensione standard che però quasi mai si adattavano perfettamente al prodotto da impacchettare e che dunque necessitavano di essere o portate a misura o riempiete di materiale anti-urto, con un enorme aggravio di costi vivi ma anche in termini di produttività. Senza considerare che l’elevato volume di spedizioni obbligava l’azienda a stoccare una grande quantità di confezioni di diverse misure in un magazzino dedicato di oltre 2mila metri quadri.

Federico Pozzi Chiesa
@impresamia.com

Che vantaggio ottiene una pmi che usa queste scatole su misura?

La macchina - che oggi riesce a sopperire all’80% delle esigenze di confezionamento e ha una produttività di 6mila scatole al giorno - è in grado di trasformare risme di cartone più resistente rispetto al classico preformato in scatole di dimensione variabile in un range che va da uno fino a 60 cm e di incollarle con colla a caldo in pochi secondi. Lo scarto è minimo, pari a un quadratino di 5x2 cm. Per Westwing l’impatto è stato evidente sulla produttività (che ha visto un miglioramento del 15%) e sul costo medio della spedizione che si è ridotto tra il 5 e il 10%, grazie all’efficientamento volumetrico.

Ultimo, ma non meno importante, l’impatto sull’ambiente.

Si tratta di un’innovazione che tiene conto delle esigenze di tutti. Gli imballi più green sono in genere meno resistenti e molto più costosi. Questa soluzione ha creato invece un grande valore aggiunto ad ogni tipologia di cliente, perché elimina i riempitivi di plastica o derivati dal polistirolo, a cui vengono sostituiti gli scarti dello stesso cartone rielaborati da macchinari specifici. Senza contare che producendo imballi delle dimensioni minime necessarie si consente di ottimizzare il carico dei trasportatori.

Sempre per le micro imprese è stata studiata in seno alla galassia Supernova Hub-Italmondo, una linea di credito realizzata in collaborazione con la FinTech BorsadelCredito.it e dedicata ai trasportatori dell’ultimo miglio. Di cosa si tratta?

I padroncini che afferiscono a Italmondo sono una flotta composta da oltre un centinaio di imprese, micro o piccole (delle 90mila censite dall’Albo dei Trasportatori, ndr) a gestione prevalentemente familiare, che rientra dunque in quella categoria dimensionale che le banche tradizionali penalizzano nell’accesso al credito. Nel mondo della logistica i pagamenti avvengono di norma a 90 giorni, e a 30/45 nella filiera Italmondo, ma con l’erogazione della linea di BorsadelCredito.it i tempi si abbattono a soli tre giorni. In quanto fornitori i padroncini ricevono i pagamenti dilazionati e in tempi che spesso sono insostenibili. Avere la possibilità di disporre su una liquidità erogata immediatamente e costantemente, consente loro di svolgere il proprio business in maniera più lineare e snella.

La logistica made in Italy diventa hi-tech con Supernova Hub
@Supernova hub

Supernova Hub ha portata in Italia anche il concetto degli aggregatori di spedizioni online…

SendaBox è il primo comparatore di spedizioni in Italia, nato sulla falsariga dei comparatori di biglietti aree e hotel. La piattaforma è andata online nel 2014 dando subito un risultato eccellente anche in un contesto in cui l’e-commerce era a uno stadio di sviluppo embrionale. Nel corso della sua evoluzione, SendaBox si è scontrato con una problematica laterale, ovvero quella delle consegne a domicilio. Nei Paesi Nordici ma anche in Francia, che hanno sperimentato l’e-commerce via telefono o via mail, a partire dagli ordini da catalogo, l’esigenza di avere un luogo flessibile dove farsi consegnare la merce c’è sempre stata. In Italia invece questa dinamica non ha mai avuto molto successo. Nel frattempo, però le portinerie private nei condomini si sono ridotte in maniera rilevante e le aziende iniziano a vietare la ricezione di pacchi soprattutto in periodi caldi come il Natale, per problemi di sicurezza, di manleva ed organizzativi. Il risultato è che l’80% dei clienti dell’e-commerce non sa dove farsi consegnare la merce che acquista online.

Un problema che avete risolto in che modo?

SendaBox nel 2016 ha acquistato IoRitiro, una startup che va proprio a costruire quell’anello mancante della logistica sul territorio italiano. La rete oggi supera i 2000 punti in Italia e i 30.000 in tutta Europa: si tratta di attività commerciali di ogni settore merceologico che come side business fanno da ufficio postale. E cresce sia attraverso accordi con piccole poste territoriali (tra i 10 e i 20 punti), sia attraverso singole adesioni spontanee.

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