casa di carta vista sotto lente di ingrandimento

Il mattone? Sempre più flessibile e mutevole anche in Italia, dove nasce il residenziale 2.0

di Laura Magna

Il mattone italiano cambia volto. Non solo in termini di prezzi, che continuano a calare, ma anche dal punto di vista della domanda abitativa. Che diventa più flessibile virando verso la locazione e concentrata nelle grandi città.

In generale, secondo i dati raccolti dall’ufficio studi di Idealista, le quotazioni nel 2019 sono scese del 30% rispetto al 2012 (-2,8% nel 2019), a fronte di compravendite tornate ai livelli precedenti a quell’anno. Un segnale di un consolidamento verso valori più realistici rispetto a quella che può essere considerata una vera e propria bolla. Ma, se si va appena più a fondo nei numeri, si legge un mutamento radicale e più qualitativo.

Non esiste un unico mercato immobiliare italiano, ne esistono almeno 4 o 5

secondo Vincenzo de Tommaso, responsabile dell’Ufficio Studi di Idealista.

Milano e Bologna, ma anche vaste aree del Triveneto continuano a crescere; Roma si va normalizzando e scendono di più il Sud e la provincia, mentre i centri minori, le aree interne, quelle appenniniche, distanti dai principali centri di offerta di servizi essenziali vivono una profonda crisi.

Una crisi che dipende da trend secolari, come l’urbanizzazione o l’invecchiamento della popolazione. Trend che hanno delle conseguenze sulle abitudini abitative degli italiani.

appartamento personalizzato

Esiste un eccesso di offerta di abitazioni sul territorio, mentre la domanda si concentra nei grandi centri e si orienta all’affitto, che consente maggiore flessibilità e costi inferiori

spiega de Tommaso. Cambia soprattutto in prospettiva il volto delle grandi città, che stanno già rispondendo a questa domanda residenziale inedita. A Milano, dove l’immobiliare cresce da cinque anni sia in termini di transazioni, sia in termini di prezzi, un’offerta innovativa arriva da Abitare In, pmi innovativa fondata nel 2015 da Marco Grillo e Luigi Gozzini, due informatici che hanno applicato il concetto sottostante alle piattaforme software per costruire un processo industriale low cost di personalizzazione di ogni singolo appartamento in vendita. In questo modo, partendo da complessi industriali dismessi in aree semicentrali, che vengono abbattuti e ricostruiti in verticale, in torri a elevata efficienza energetica circondate dal verde, è possibile comprare un prodotto casa chiavi in mano e completamente personalizzabile, nel layout e nelle finiture e fino all’arredo, a 4mila euro al metro quadro tutto compreso.

Entro il 2022, saranno completati due progetti: Palazzo Naviglio, 76 appartamenti del valore complessivo di 27,5 milioni, tra Giambellino e il Naviglio Grande; oltre ai 130 appartamenti delle Trilogy Towers, in Piazzale Accursio (del valore di 48 milioni). Se questa offerta è destinata alle famiglie, Abitare In sta entrando anche nel mondo degli young professional e delle locazioni, con Homizy: l’obiettivo è realizzare almeno 3.000 stanze da locare a 600 euro al mese, servizi compresi.

abitare in trilogy towers
Abitare In Pagina Facebook

L’affitto all inclusive è nel focus anche di altre società, come Reale Immobiliare, l’immobiliare di Reale group che ha lanciato per i clienti affluent la collezione Prestige. Si tratta di 21 appartamenti in un edificio di piazza Sant’Ambrogio a Milano, già disponibili sul mercato; mentre sono in via di completamento i complessi di via del Babuino a Roma e gli appartamenti dentro la Torre Littoria di Torino. Parliamo di case di design dotate di domotica e efficienti dal punto di vista energetico, che vengono offerte in locazione con un set di servizi personalizzati: dalla lavanderia alla palestra, al ritiro pacchi, alla concierge, forniti da una rosa di fornitori selezionati dalla proprietà.

A un passo dalle Mura Vaticane a Roma una formula molto simile – ma in vendita, bensì in locazione - è offerta ancora anche da Beliving, la società che in Italia si occupa dei progetti di nuove costruzioni per il gruppo internazionale Savills. Il progetto si chiama Monticello ed è proprio l’elemento di servizio connesso a ciascuna abitazione il valore aggiunto. Concierge e sicurezza 24h, sala fitness, un roof garden con vasca idromassaggio, area giochi per bambini, area ludica per animali domestici, parcheggio sotterraneo, posti auto per visitatori e lavaggio auto, ma anche servizio di babysitter, organizzazione di eventi e catering. Soluzioni che coniugano il calore del nido con il lusso dell’hotel cinque stelle. Una formula che nei centri finanziari globali, da New York a Londra, è consolidata e che forse in Italia sarà apprezzata soprattutto dai manager internazionali che arrivano tra Milano e Roma. Ma è bello immaginare un futuro in cui questo lusso abitativo 2.0 sia alla portata di tutti.

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