MADE - Competence Center Industria 4.0 Politecnico di Milano

@MADE - Competence Center Industria 4.0 Twitter

La pandemia non ferma i Competence center (che diventano una grande opportunità)

di Laura Magna

Sono stati l’anello debole del Piano Industria 4.0 – partiti in sordina e con due anni di ritardo sulla tabella di marcia. Ma ora sono pronti a fare la differenza. Stiamo parlando dei Competence Center, i Centri di competenza ad alta specializzazione disegnati per occuparsi del trasferimento delle tecnologie 4.0 nelle Pmi. Lo scorso ottobre avevano emanato i primi bandi e Made, il centro di cui è capofila il Politecnico di Milano, con 39 partner industriali provider tecnologici (tra cui Ibm, Italtel, Kilometro rosso, Reply, Rockwell Automation, Sap, Siemens, STMicroelectronics), a gennaio aveva chiuso il suo da 1,5 milioni il 20 gennaio. E va avanti, proponendosi di rispettare la tabella di marcia originale.

Ne abbiamo parlato con Marco Taisch, docente del Politecnico di Milano e presidente di Made, in cui sono già investiti 20 milioni di euro tra infrastrutture, attrezzature e personale qualificato.

Le aziende hanno risposto in maniera incoraggiante, con 71 domande in arrivo per un valore complessivo di investimenti di oltre 19 milioni di euro. Le candidate sono per l’82% pmi, di cui la metà con sede fuori dalla Lombardia, e in particolare, il 39% si trova al Centro Sud a dimostrazione della vocazione nazionale del Competence center. I progetti hanno per lo più nel focus la richiesta di servizi per progetti innovativi e di Strategia 4.0 e nella metà dei casi prevedono la partecipazione di MADE per la realizzazione della Road Map digitale

spiega Taisch, secondo cui questo passaggio è importante perché

si concretizza in questo modo l’obiettivo di Made di configurarsi come una piattaforma di risorse, know-how e competenze a supporto della trasformazione digitale del settore manifatturiero italiano.

Gli eventi degli ultimi due mesi rendono questa un’opportunità ancora più rilevante per il rilancio del tessuto produttivo.

Marco Taisch
@You Tube

Avevano avviato bandi anche altri quattro degli 8 competence center italiani, ovvero il torinese Cim 4.0, specializzato nella manifattura avanzata (metallic additive manufacturing) e nella digital factory, in particolare per i settori aerospace e automotive. SMACT, il centro del Triveneto con focus su agroalimentare, abbigliamento, arredamento e automazione; e ancora Bi-Rex, l’ente emiliano focalizzato su big data e additive manufacturing e Artes 4.0, o, per esteso, Advanced Robotics and enabling digital TEchnologies & Systems 4.0, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Mancano all’appello ancora Start 4.0, capeggiato dal Cnr, partecipato dalla Regione Liguria e dedicato alle infrastrutture 4.0 per i settori idrico, produttivo, trasporti e portuale; Cyber 4.0, il competence center guidato dall’Università “La Sapienza” di Roma e specializzato in cybersecurity; infine Meditech, l’ente di Campania e Puglia.

Nel prossimo triennio questi enti pubblico-privati, con capofila un’Università del territorio e la partecipazione, sia economica sia pratica, di big corp produttrici delle tecnologie abilitanti dovranno mettere in moto la macchina, intercettando le filiere con focus sull’accelerazione della trasformazione digitale delle pmi e introducendo nuovi processi, prodotti e modelli di business. Per farlo hanno a disposizione 73 milioni di euro di fondi stanziati dal Mise a cui se ne aggiungono altrettanti in arrivo dalle big corp.

In generale i Competence Center sono stati disegnati per realizzare tre obiettivi. E ancora il professor Taisch a spiegarci quali.

Il primo obiettivo che questi enti si pongono è informare le pmi su cosa sia il 4.0 e su quali siano le tecnologie su cui questa rivoluzione si basa. Il secondo è la formazione, per insegnare alle imprese a maneggiare in maniera giusta le tecnologie. Infine, i competence center sono titolari dei progetti di trasferimento tecnologico, ovvero devono aiutare praticamente le imprese nell’adozione delle tecnologie. Questi tre livelli di operatività sono necessari perché il target sono tutte le imprese italiane, di qualsiasi dimensione e settore. E qualunque sia il loro livello di maturità rispetto alla digitalizzazione.

blockchain e internet of things

Pur avendo una precisa collocazione territoriale, che senza dubbio rispetta la vocazione industriale di ciascuna area, i Competence Center hanno un raggio di azione nazionale e una specializzazione tematica. Saranno invece gli Innovation Hub, che hanno una strutturazione territoriale, a orientare le imprese delle diverse aree geografiche verso quei Competence Center in grado di offrire le competenze necessarie alle trasformazioni richieste.

Più in dettaglio, nel focus di Made ci sono

i cyber physical system: mostreremo alle aziende come applicare le tecnologie digitali sull’intero ciclo di vita del prodotto, dalla progettazione all’ingegnerizzazione, alla gestione della produzione sino ad arrivare alla consegna del prodotto e alla gestione presso il cliente,

dice Taisch. Il luogo in cui si svolgerà tutto questo è uno spazio fisico dove le tecnologie sono visibili, un grande show-room, con i mattoncini del 4.0, a disposizione per essere mostrati e utilizzati per fare formazione on the job e poi trasferiti.

Le aziende fruitrici potranno esperire le tecnologie come se fossero implementate. Qualcosa che somiglia a un punto vendita Ikea, dove si osservano le possibili ambientazioni e ci si fa un’idea del risultato finale; una volta che l’idea è chiara, si selezionano i pezzi necessari per costruire un ambiente produttivo ad hoc sulle proprie esigenze.

Nelle diverse isole dello show-room di Bovisa sarà possibile toccare con mano come funziona un cobot o quali vantaggi si possono ottenere con i sensori e con la manutenzione predittiva, o simulare un prototipo con il Cad tridimensionale e così via.

Si tratta di una struttura a moduli che è anche funzionale all’esigenza di poter rinnovare costantemente le tecnologie che nell’epoca del 4.0 evolvono alla velocità della luce così da evitare il rischio di diventare obsoleti in breve tempo, presente con una struttura meno snella,

spiega Taisch.

I Competence Center sono al servizio di tutte le imprese, qualunque sia il loro livello di maturità rispetto al 4.0. E la casistica è varia: ci sono quelle che ancora non hanno compreso cosa sia l’industria 4.0 e per le quali bisogna fare orientamento, quelle che hanno bisogno di essere formate sulle tecnologie che hanno già individuato come necessarie alla propria trasformazione, e infine quelle più evolute che necessitano di un supporto diretto nei progetti. Questo fa il competence center: illustra, forma e trasferisce le nuove tecnologie a chi ne ha bisogno. Si tratta di un’iniziativa molto guidata da imprese per imprese. Non è un’iniziativa teorica ma molto vicina a mercato e alle sue esigenze.

Potrebbero interessarti:

Metti una marcia in più al tuo Business!

segui l'esempio di tanti colleghi imprenditori, segui My Business Lab!

Lucia Bussi

Lucia Bussi

Responsabile Filiale Grenke Como


Ciò che fa la differenza è la possibilità di investire il capitale su ciò che è davvero strategico per il business, senza immobilizzarlo su ciò che strategico non è.

Matteo Azzoni

Matteo Azzoni

Responsabile Filiale Grenke Brescia


La possibilità di rinnovare i tuoi beni quando vuoi, lavorando sempre con le attrezzature più aggiornate, è un vantaggio strategico determinante.

Fabrizio Mantovani

Fabrizio Mantovani

Business Development & Support Director MBE


La sfida è riuscire a sviluppare un secondo business che sviluppi l'offerta alla clientela sfruttando il più possibile l’organizzazione e le risorse del business principale.

Antonio Baldan

Antonio Baldan

CEO, Baldan Group


Per poter dirigere un gruppo bisogna avere prima esperienza del lavoro dei propri collaboratori. Non si nasce “imparati”.