robot attende in mezzo ad altre persone per un colloquio di lavoro

Tra 5 anni avremo tutti un collega robot

di Laura Magna

Entro il 2024 almeno il 20% dei lavoratori si interfaccerà con tecnologie AI che agiranno da veri e propri colleghi virtuali, in un contesto di human-machine collaboration. Lo sostiene la società internazionale IDC, specializzata in market intelligence, servizi di advisory e organizzazione di eventi nell’ambito digitale e ICT, con una dotazione di oltre 1.100 analisti a copertura di 110 Paesi. Il futuro del lavoro, dunque, vede la collaborazione tra uomo e macchine: una notizia che fa apparire l’invasione dei robot sotto una luce positiva e costruttiva – se ce ne fosse bisogno.

Che l’ingresso di macchine sofisticate al limite dell’intelligenza sia positivo per la produttività e dunque crei più posti di lavoro (nel medio termine) è noto e statisticamente provato: lo scenario Armaggedon nel mondo del lavoro, con la cancellazione degli esseri umani è pura fantascienza. Al più i robot ci sostituiranno nelle mansioni più meccaniche e ripetitive, facendo emergere nuovi lavori per i quali conteranno sempre più le doti umane di creatività e problem solving, ma anche le soft skill. Ne abbiamo parlato qui. Il saldo netto finale sarà a favore dei posti di lavoro umani: ce ne saranno di più e non di meno. Ma certamente, nel frattempo, bisogna immaginare politiche atte a reintrodurre o riskillare i lavoratori che si occupano di svolgere compiti poco qualificati, per evitare l’insorgere di emergenze sociali.

braccio di un robot

Negli inevitabili percorsi di trasformazione digitale più avanzati, secondo la ricerca di IDC, la convergenza tra automazione dei processi e nuove modalità di lavoro che si fondono con strumenti di intelligenza artificiale (AI) sarà sempre più frequente. L’adozione di AI, analytics e automazione andrà a rimodellare il modo di lavorare in tutti i settori e in tutte le dimensioni aziendali, migliorando i processi decisionali, l’efficienza e la produttività dei lavoratori e generando nuove opportunità per le imprese di incrementare le vendite, ridurre i costi e relazionarsi con i clienti. Secondo IDC, entro il 2024, i processi aziendali con interfacce utente alimentate dall'intelligenza artificiale sostituiranno un terzo delle applicazioni B2B e B2C basate su schermo. Tra queste interfacce, le più diffuse saranno le piattaforme di conversational AI.

Gli ambiti aziendali di applicazione di queste nuove tecnologie sono molteplici, sia rivolti all’interno che all’esterno, ma possono secondo IDC essere sostanzialmente ricondotti a cinque categorie principali: ovvero, assistenza ai clienti, business operations (self-service HR ecc.), commercio online, automazione della forza vendita, supporto IT.

tecnologia Intelligenza Artificiale bracco di uomo e robot che toccano uno schermo virtuale

Cosa ne pensano le nostre pmi? La risposta arriva sempre da IDC: metà delle aziende italiane intervistate nella Cognitive/AI Survey 2018 vede nell’intelligenza artificiale applicata un’opportunità per incrementare le vendite e rendere i processi commerciali più efficienti. Così, proprio dal connubio tra conversational AI e deep learning sta nascendo una nuova generazione di AI advisor per i processi di sales e customer interaction. E sempre di più nel futuro, da consumatori, potremmo interfacciarci, con piacere e con soddisfazione, a questi assistenti virtuali.

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